Schelotto: “Pupi e Cuchu mi aiutano tanto, devo migliorare in fase difensiva. Contro il Catania…”

Schelotto allenamento
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Schelotto allenamentoReduce da una settimana vissuta da protagonista in seguito alla rete messa a segno nel derby di domenica scorsa, Ezequiel Schelotto si è confessato ai microfoni di Inter Channel durante la puntata di “Prima Serata”. Impossibile non cominciare dal gol siglato contro i rossoneri:Si sogna sempre di fare un gol così – spiega l’esterno italoargentino –. È andato tutto bene e condividere questo con i miei compagni e la mia famiglia è stato bellissimo. Non lo dimenticherò mai. Yuto è stato molto bravo, il 50 per cento del gol è suo”.

“Nessuno mi ha regalato mai niente – prosegue l’ex Atalanta –. Mi sono venute le lacrime perché avevo passato un periodo non molto facile nella mia vita privata e se ne era parlato tanto, anche di cose non vere. Non sono mai stato a dire come fossero andate le cose veramente, perché sono una persona molto seria e riservata. Sono andato per la mia strada, ma la mia famiglia ha sofferto, io ho sofferto. Con quelle lacrime ho sfogato tante emozioni. Ora qui sto vivendo dei giorni bellissimi, vorrei rimanere a lungo all’Inter e lavorerò per questo. E lavorerò tanto, con i miei compagni, per far sì che l’Inter torni in Champions, posto che merita”.

Archiviato il derby, l’Inter è attesa dalla difficile trasferta di Catania, dove Schelotto arriva da ex (avendo disputato con la maglia rossazzurra la seconda parte della stagione 2010/11, ndr):In Sicilia mi hanno accolto bene, c’erano tanti argentini. Ho ancora diversi amici lì, l’amicizia rimane ma io ora sono all’Inter. Loro si conoscono da tre anni, sono sempre gli stessi a giocare, è una squadra che sta crescendo anno dopo anno, ci sono bravi giocatori sul piano individuale e di gruppo, ci troveremo ad affrontare una partita non molto facile ma sul piano del gioco possiamo batterli, con l’attenzione e la cattiveria giuste. I loro tifosi li incoraggeranno tantissimo ma noi andremo lì a giocare come sappiamo”.

Il numero 7 nerazzurro spiega poi l’origine del suo soprannome: Galgo è nato nelle giovanili del Banfield, sono andato a fare un provino a 13 anni, ho iniziato a correre con la palla, passo lungo, avevo i capelli lunghi e così mi hanno soprannominato Galgo che in italiano vuole dire ‘levriero’. Al Banfield ho trascorso 5 anni che non dimenticherò”.

In chiusura si parla di idoli e di tattica:Il mio idolo è Javier Zanetti, non potrebbe essere altrimenti. Ed è anche mio vicino di casa a Como. Zanetti è unico e mi dà sempre tanti consigli. Tutti i compagni di squadra mi aiutano, ma lui e Cambiasso ancora di più, mi incoraggiano. Io terzino in futuro? Devo lavorare sull’aspetto difensivo. Finora ho lavorato sempre da quarto di centrocampo e terzo d’attacco, ma non avrei problemi se ce ne fosse bisogno”.