Moratti: “Con Agnelli ottimo rapporto. Gli argentini sono pronti a ridiscutere il contratto. Dopo il Triplete…”

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MorattiLa pazienza e la disponibilità di Massimo Moratti sono ormai note a tutti e, dalle pagine di Tuttosport, continua la sua intervista spostando il mirino sul passato, chiarendo anche quale sono le nuove linee guida per tornare competitivi:  “Ronaldo è stato l’acquisto più intelligente della mia gestione, fatto da me personalmente. Ma ora sarebbe impensabile. Una volta mi sentivo obbligato per provare a vincere, ma qui si scivola su Calciopoli… Squadra fantastica, panchina fantastica, ma niente: non si vinceva. Ora mi sembra che sia finita, più o meno. Almeno speriamo. A distanza di 7 anni penso che non voglio risvegliare una brutta malattia che è stata estirpata. Ora credo che il calcio sia più pulito: prima c’era un’organizzazione, adesso c’è Scommessopoli che è tutta un’altra storia”.

Ecco quali sono i rapporti con la nuova dirigenza bianconera:Non credo che Agnelli riuscirà a sfilarmi lo Scudetto: so come era quella situazione e non ci vedo alcuna ingiustizia, ma solo una conseguenza. Poi dichiaro che quello Scudetto lo amo di più un po’ per provocazione e un po’ perché è figlio di una sofferenza di troppi anni. E ci tengo a precisare che con Andrea (Agnelli, ndr) i rapporti sono ottimi, gli voglio bene. E’ giovane, signore e bravo. Tra di noi c’è affetto e pure alleati in Lega, dove condividiamo un programma. Galliani? La sua è una tattica anche vincente. A lui piace avere le leve del potere, però è preparatissimo e anche… elastico”.

Il mirino si sposta poi sull’obiettivo stagionale e sugli ultimi allenatori: “La Champions pesa 30 milioni di introiti mancati ed è la base sulla quale lavorare: è una questione di sopravvivenza, ma non so quanto venga recepito da chi va in campo. Con Stramaccioni non posso fare gli stessi ragionamenti fatti con colleghi più maturi: ha tanti pregi e sarebbe un peccato bruciarlo per situazioni estemporanee. Ecco perché sto attento a non buttarlo via. Mourinho? Con José siamo molto affezionati. Magari al Real non apprezzano quando dice: “Noi interisti”. Lui entrava nello spogliatoio ed era come se si accendessero mille lampadine. Poi Benitez, completamente diverso e… lasciamo perdere. Comunque non c’è possibilità che torni”.

Tra rinnovi e nuovi innesti: “Zanetti non smette, continua: visto quanto corre? Milito e Cambiasso sono due che vogliono il bene dell’Inter e sono disponibili a nuovi contratti decurtati. Quando ne parleremo non ci saranno problemi di alcun tipo. Samuel? No, non si ritira: ha sulla schiena tante battaglie, ma è una roccia. E Cassano ha ancora un anno di contratto con noi. Poi c’è Icardi: dovrebbe essere un nostro rinforzo se chiuderemo con la Samp. Ma non è il vice-Milito, che con l’infortunio, paradossalmente, sarà ancora più carico. Ad ogni modo, Icardi lo vedo bene tra noi. Livaja? Pentito di averlo ceduto, ma Schelotto ha fatto gol nel derby! A organico pieno, Marko non poteva rimanere, doveva andare a giocare, ma poi si è subito rotto Milito. Carew, invece, è una brava persona, ma avrebbe impiegato un mese per entrare in forma”.

Rifondazione post-Triplete? “Dopo il Triplete non potevo ribaltare tutto perché non esisteva motivo per rivoluzionare la squadra. Dovevano esserci le corrette opportunità di mercato. Comunque se ne sono andati Eto’o e Balotelli. E l’allenatore. Il dilemma era: continuare con campioni magari un po’ appagati o puntare sui giovani che però hanno bisogno di tre anni per capire come funziona l’Inter e come si vince. Stiamo costruendo e nel calcio ci vuole pazienza”.