Kovacic: "Voglio sentire l'urlo di San Siro. Occhio a Balotelli ed El Shaarawy. Il mio ruolo preferito..."

Kovacic: “Voglio sentire l’urlo di San Siro. Occhio a Balotelli ed El Shaarawy. Il mio ruolo preferito…”


Conferenza KovacicArrivato all’Inter dalla Dinamo Zagabria dopo una trattativa lampo e per una cifra vicina agli 11 milioni di euro più bonus, Mateo Kovacic, centrocampista croato classe 1994, si appresta a vivere il suo primo derby milanese.

Difficile che Mateo parta titolare, visto che già dopo la gara contro la Fiorentina Stramaccioni ammise le difficoltà del giocatore nel reggere il ritmo di due partite ravvicinate, a causa dello stop del campionato croato che ne ha condizionato lo stato di forma. Probabile dunque che si accomodi in panchina per subentrare, qualora ce ne fosse bisogno, a partita in corso.

Intervistato ai microfoni della Gazzetta dello Sport, il numero 10 nerazzurro ha descritto così le sue sensazioni pre-derby: In Croazia ne ho giocati due contro lo Spalato, ma quello di Milano è di un altro pianeta, qualcosa mi sono già fatto spiegare da Stankovic. Non vedo l’ora di sentire l’urlo di San Siro. In tribuna, poi, ci sarà anche mio papà, ma se non dovessi giocare non ci resterei male. Tutti per uno, uno per tutti”.

“Contro il Barcellona – prosegue Kovacic – loro hanno disputato una partita fantastica, ma credo che contro di noi giocheranno in maniera meno difensiva. Serviranno velocità, solidità difensiva e coinvolgimento di tutta la squadra nella costruzione del gioco. I pericoli maggiori arriveranno da Balotelli e da El Shaarawy, ma sarebbe un errore sottovalutare il resto della squadra”.

In chiusura, a proposito del suo ruolo ideale, l’ex Dinamo Zagabria chiarisce: “Io gioco dove mi dicono di giocare, ma, francamente, mi trovo meglio in mezzo. Mi piace fare gli assist, e, finora, il mister non mi ha mai chiesto di lasciare da parte la mia creatività ma, sempre nei limiti di certi equilibri, di fare quello che sento. In ogni caso, vogliamo arrivare tra le prime tre e daremo tutto per arrivarci, io in primis”.

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