Gli esami non finiscono mai: Schelotto cerca riscatto dopo il deludente esordio

Schelotto allenamento
Share on facebook
Share on whatsapp
Share on linkedin
Share on twitter

Schelotto allenamentoNella settimana che porta alla sfida casalinga contro il Chievo, crocevia di vitale importanza per conquistare i tre punti e rilanciarsi in classifica, in casa nerazzurra si prova a tessere le lodi dei pochissimi sopravvissuti alla disfatta senese per cercare le cause di un così netto tracollo.

Tra infortuni, giocatori un po’ fuori condizione e gente che finora ha tirato la carretta, molti sono sembrati a corto di fiato e di idee. Chi non ha convinto, alla sua prima partita in maglia nerazzurra, è stato Schelotto, esterno destro prelevato dall’Atalanta al termine di una lunga trattativa per dare più dinamismo e più garanzie dell’approssimativo Pereira del girone d’andata.

Bocciare senza possibilità d’appello l’ex atalantino sarebbe un errore gravissimo e da evitare poiché bisognerebbe prima analizzare le possibili cause della prestazione insufficiente fornita dall’italo-argentino.

Innanzitutto è doveroso ricordare come Schelotto abbia vissuto un mese di gennaio difficile, essendo finito ai margini del progetto bergamasco a causa di qualche dissidio con la dirigenza orobica; da qui è iniziato il braccio di ferro tra i nerazzurri di Milano e quelli di Bergamo per il cartellino del giocatore, con il ragazzo mestamente relegato in tribuna o in panchina.

Una situazione tutt’altro che banale che non gli ha consentito di mantenere lo standard di buon livello messo in mostra fino a fine 2012, facendogli perdere il ritmo partita e togliendoli anche un po’ di sicurezza e tranquillità.

Essendo un nuovo arrivato, l’ex esterno di Catania e Cesena avrà bisogno di conoscere meglio sia i compagni, sia soprattutto l’impianto di gioco di Stramaccioni. Se in terra bergamasca Schelotto era l’esterno alto di un classico 4-4-2 e nei suoi trascorsi a Cesena ha giocato da terza punta nel tridente con Bogdani e Giaccherini, il tramutarsi in unico esterno della linea mediana è un passaggio non facile da assimilare.

Nel 3-4-1-2 l’esterno di centrocampo non ha nessuno immediatamente dietro pronto a coprirgli le spalle e questo comporta il rischio di lasciare spazi dove gli avversari possono infilarsi, come successo nell’azione che ha portato alla rete dell’1-0 di Emeghara.

La poca protezione offerta da Zanetti, insieme al naufragio collettivo, non ha permesso all’oriundo di rendere al meglio, anche perché va tenuto in considerazione il fatto che Schelotto è un buon acquisto, utile a dare spinta e brio sulla corsia destra, ma non è certo il Maicon di qualche anno fa.

Prima di mettere il povero Ezequiel sul banco degli imputati ed etichettarlo come acquisto sbagliato, è giusto concedergli il tempo necessario all’ambientamento in un contesto più competitivo rispetto a Bergamo e qualche partita per riprendere il ritmo perso tra panchina e tribuna in attesa del trasferimento.

Se, come diceva Eduardo De Filippo in una sua commedia degli anni ’70, gli esami non finiscono mai, i banchi di prova in cui Schelotto potrà dimostrare di essere stato un acquisto mirato e far così ricredere gli scettici non mancheranno.