Josè, 50 Special: "La Champions momento più bello della mia carriera. Io al Milan? Solo bugie, gli interisti sanno che..."

Josè, 50 Special: “La Champions momento più bello della mia carriera. Io al Milan? Solo bugie, gli interisti sanno che…”


Mourinho Inter finale

Il 26 gennaio del 1963, esattamente 50 anni fa, a Setubal, città portoghese che conta poco più di 120 mila abitanti, nasceva Josè Mourinho; figlio dell’ex portiere di Belenenses e Vitoria Setubal Felix Mourinho, Josè ha dato una nuova dimensione al ruolo dell’allenatore nel calcio moderno, ha conquistato trofei prestigiosi con Porto, Chelsea, Inter e Real Madrid ed è tutt’ora molto amato dai suoi ex tifosi.

In un’ intervista esclusiva rilasciata a Dribbling, lo Special One fa un bilancio dei suoi primi 50 anni, che “sono stati troppo veloci. Cinquanta è un bel numero, ti permette di guardare indietro e analizzare quello che è successo, ma ti permette anche di guardare avanti e progettare il futuro, visto che ho ancora 20 anni di calcio a disposizione e tante cose possono succedere”.

Il ricordo del 22 maggio 2010, quando Madrid fu stregata dal condottiero Mou, capace di guidare la sua Inter sul tetto d’Europa 45 anni dopo l’ultimo successo nerazzurro nella coppa “dalle grandi orecchie”, è ancora vivo nella mente del tecnico portoghese: “Per me è stato il momento più bello. Vincere il campionato con il Real Madrid e con il Chelsea e trionfare in Europa con il Porto sono stati traguardi importanti, ma quella Champions per la famiglia Moratti, per tutti i giocatori e per i tifosi aveva un significato speciale; sono contento di essere stato un piccolo aiuto per la loro felicità”.

Dalla Milano nerazzurra a quella rossonera, con la notizia di un tabloid inglese che ha paventato, qualche giorno fa, la possibilità di vedere Mourinho nelle vesti di allenatore del Milan: “Sono solo bugie. Ormai ci sono abituato e se avessi reagito a ogni bugia detta sul mio conto, non avrei avuto tempo per fare altre cose”.

Dunque, il popolo nerazzurro non deve allarmarsi visto che uno dei suoi grandi idoli non siederà sulla panchina dei “cugini”, come lui stesso afferma: “Non c’è stato nessun corteggiamento da parte del Milan o di Berlusconi. I tifosi dell’Inter sanno che io sono interista e possono stare tranquilli”.

In molti si chiedono chi è stato il giocatore più difficile da gestire nella carriera dello Special One; i tanti che si aspettano come risposta il nome di Balotelli, resteranno delusi, come spiega Josè: ” In molti penseranno a Mario, a Ibra o a Materazzi, insomma a quei giocatori di temperamento, ma non è così. I giocatori più difficili da gestire sono quelli che non parlano e non ti dicono niente, ma tu sai che c’è qualcosa che non va”. 

Ora Mourinho è alla terza stagione alla guida del Real Madrid e alla caccia della terza Champions con tre club diversi, impresa che finora non è riuscita a nessun allenatore; Mou non si sbilancia sulle possibilità di conquistare il trofeo quest’anno, ma ha le idee chiarissime sul futuro: “La terza Champions arriverà. Non so se quest’anno e non so se con il Real, ora sono maturo e non mi sbilancio circa le possibilità di vincere in questa stagione, però con i 15-20 anni che ho ancora per allenare sono certo che arriverà”.

Passando da una stoccata a Guardiola e alla sua scelta di andare ad allenare il Bayern (“No comment. Non so se lui non vuole essere nello stesso campionato di Mourinho, so solo che Mourinho non sarà in Germania”) al possibile futuro di Kakà (“Kakà in rossonero ha vissuto un periodo molto positivo, qui a Madrid non è riuscito a rendere al massimo per tanti motivi. Quando sei nel tuo habitat naturale dai il meglio nel tuo lavoro e penso che il Milan possa essere una buona soluzione per lui”), il tecnico di Setubal lancia segnali d’amore verso l’Inter e si dice possibilista circa un suo ritorno al club nerazzurro: “Possono succedere tante cose nel futuro. Un mio ritorno all’Inter? Perchè no”.

Una frase che sicuramente accenderà gli entusiasmi di milioni di interisti, come quando una sopita passione ritorna ad accendersi, anche se è giusto sottolineare che l’Inter e Josè hanno guardato oltre quel fantastico biennio, fatto di gioie e trionfi, prendendo direzioni diverse, ma mantenendo quel filo, non tanto sottile, di nostalgia nel ricordare il 2-0 al Bayern, la doppietta di Milito e le lacrime di Zanetti e Materazzi.

Tra un ricordo del passato e un’analisi delle problematiche che ci sono nella capitale spagnola, quasi ci si stava dimenticando la cosa più importante: buon compleanno Josè!




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