Un 4-2-4 "mascherato" per centrare la salvezza: ecco il Torino di Giampiero Ventura

Un 4-2-4 “mascherato” per centrare la salvezza: ecco il Torino di Giampiero Ventura


Torino VenturaDomenica sera l’Inter ospiterà tra le mura amiche il Torino, neopromosso in Serie A. La squadra di Ventura, partita con l’obiettivo dichiarato di salvarsi, sta rispettando i programmi e attualmente, grazie a un ruolino di marcia equilibrato (6 vittorie, altrettante sconfitte e 9 pareggi), occupa l’undicesima posizione in classifica, a nove lunghezze dal terzultimo posto.

All’andata finì 2-0 per la compagine di Stramaccioni, grazie alle reti di Milito nel primo tempo e di Cassano nella ripresa. Rispetto ad allora i granata non hanno cambiato molto: ceduto Alessandro Sgrigna all’Hellas Verona, il mercato ha portato solo Barreto che, con ogni probabilità, affiancherà Rolando Bianchi in attacco.

Sospiro di sollievo per Alessio Cerci: la risonanza magnetica a cui è stato sottoposto l’esterno romano, dopo la contusione al piede sinistro rimediata contro il Pescara, ha dato esito negativo e la sua presenza tra i convocati non dovrebbe essere in dubbio. Chi, invece, non sarà sicuramente della partita è il difensore centrale Angelo Ogbonna, operato d’ernia lo scorso dicembre e non ancora pronto per scendere in campo; al suo posto è pronto Rodriguez.

Il marchio di fabbrica di Ventura è il 4-2-4,con esterni pronti a ripiegare sulla linea di centrocampo in fase difensiva, trasformando il modulo in un 4-4-2, che prevede comunque l’utilizzo di soli due mediani. Nonostante la scelta di puntare costantemente su quattro giocatori predisposti soprattutto ad offendere, i granata faticano a trovare la via del gol: ad oggi, infatti, sono solo 25 le reti messe a segno, contro le 24 subite (simbolo di un’ottima solidità difensiva).

In ogni caso la retroguardia nerazzurra dovrà fare molta attenzione alle ripartenze della squadra di Ventura, con un occhio di riguardo particolare per Rolando Bianchi, capitano e bomber della squadra con 7 gol all’attivo. Il cinismo dell’attaccante bergamasco, sommato alla mobilità del nuovo arrivato Barreto e alla velocità dei due laterali, rischia di rappresentare una vera e propria minaccia per Zanetti e compagni.

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