Strama: "Siamo una grande squadra e vogliamo tornare in Champions. Adesso dobbiamo..."

Strama: “Siamo una grande squadra e vogliamo tornare in Champions. Adesso dobbiamo…”


Stramaccioni conferenza pre Parma-InterDomani, alle ore 20.45, l’Inter affronterà il Pescara allo stadio “Giuseppe Meazza” nella gara valida per la 20^giornata di Serie A.

In diretta dalla sala stampa del centro sportivo “Angelo Moratti”, vi proponiamo le dichiarazioni rilasciate da mister Stramaccioni nella consueta conferenza della vigilia.

Ci sono rientri importanti per il match di domani?

“Sì. Mudingayi, Coutinho e Obi. Nessuno di loro è pronto per cominciare la partita, ma in questa settimana si sono allenati con regolarità, quindi ho deciso di convocarli. E’ importantissimo averli recuperati”.

Che voto daresti all’Inter delle prime 19 giornate? Ti aspettavi questo andamento altalenante?

“Più importante del voto è il giudizio. Credo che l’Inter sia partita non in maniera positiva, avevamo delle difficoltà a livello tattico, anche per i tanti cambiamenti. Poi grazie alla difesa a tre abbiamo trovato un’identità tattica, che ci ha permesso di inanellare una serie positiva importante. Nell’ultimo periodo abbiamo avuto un calo inequivocabile, ma siamo convinti di essere una grande squadra, che ha vissuto un momento difficile, non sicuramente una squadra normale che ha avuto fortuna per una decina di partite. Poi sta a noi far parlare il campo”.

Come mai così tanti infortunati?

“A volte si può lavorare al meglio e avere comunque tanti infortuni. E’ una variabile imprevedibile, anche perchè abbiamo avuti tanti problemi legati a traumi sul campo. Vedo il bicchiere mezzo pieno, abbiamo fatto un grande lavoro e grazie al dottor Combi ripartiamo finalmente nel girone di ritorno con  la rosa quasi al completo. In ogni caso domani farò scelte conservative e non rischierò giocatori che potrebbero avere ricadute”.

Milito come sta? Ha recuperato?

“Ha avuto un problemino al ginocchio, che dà dolore ma non rischia di portare a complicazioni cliniche. Domani è a disposizione, anche se non sarà al 100%”.

Gargano invece?

“E’ tra i convocati. Mi porto il dubbio fino a domani mattina. Dipenderà dalle percentuali di rischio che mi darà il dottore. Dopo l’allenamento di domattina deciderò se utilizzarlo o no. Siamo in emergenza in mezzo al campo e il suo recupero sarebbe importante, ma non voglio rischiare di perderlo per tanto tempo”.

Qual è l’obiettivo dell’Inter per il girone di ritorno? C’è un ostacolo da superare per tornare grandi?

“Per me l’obiettivo è sempre lo stesso, ossia tornare in Champions League. Poi abbiamo avuto un momento in cui siamo arrivati vicini alla vetta, ma il nostro punto fermo dev’essere tornare in Europa dalla porta principale. Per me, come allenatore, l’obiettivo è la crescita continua della squadra. L’Inter di oggi è lontana parente di quella di inizio stagione. Anche a Udine, fino all’espulsione, la squadra mi ha fatto una buona impressione. L’importante adesso è tornare a vincere”.

Qual è la prima cosa su cui la squadra deve lavorare?

“Quello che dovevo dire ai miei ragazzi l’ho detto nello spogliatoio. Sicuramente tra fortuna e fame c’è mancato qualcosa sotto porta, ma fa parte del gioco. Adesso abbiamo recuperato tanti giocatori importanti e sono molto ottimista. Faremo comunque parlare il campo”.

Cosa vi ha insegnato la vittoria del Pescara a Firenze?

“Bergodi, dopo qualche difficoltà, ha trovato la quadratura del cerchio. Hanno poi giocatori come Weiss e Celik che possono mettere in difficoltà qualsiasi squadra quando ripartono. Sarà una partita difficile”.

E’ difficile gestire una squadra in cui ci sono giocatori giovani e altri che hanno superato i trent’anni?

“Per me, riuscire a gestire in contemporanea giovani talenti e giocatori più esperti – che sono in una fase diversa della carriera, in cui hanno bisogno di maggiore attenzione – è un esercizio quotidiano dal primo aprile dell’anno scorso. In questo primo anno del nostro progetto, d’accordo con il Presidente, abbiamo scelto di creare un mix tra giovani e vecchia guardia”.

Ti è dispiaciuto che Moratti abbia promosso l’arbitraggio di Giannoccaro in Udinese-Inter?

“Per prima cosa, io non ho mai negato che la vittoria dell’Udinese è stata meritata. Poi se devo commentare un episodio, è normale che dica che è rigore. Io sto con i miei giocatori e se Palacio mi dice che è stato sbilanciato, per me conta quello. Poi Giannoccaro ha arbitrato bene, solo che siamo stati sfortunati in quell’episodio. Ma non ho mai collegato il tutto al risultato. Se me lo fanno rivedere, confermo che è rigore. Questo non vuol dire che Giannoccaro abbia arbitrato male. Non ha fatto altri errori, quindi il Presidente ha ragione”.

Cosa ti aspetti dal caso Sneijder?

“Che finisca tutto, in un modo o nell’altro”.

L’emergenza è solo a metà campo oppure serve qualche rinforzo anche in difesa?

“Ci sono interventi che dobbiamo fare per completare l’organico. Abbiamo cambiato sistema di gioco quindi è normale che qualcosa vada cambiato. Dobbiamo preoccuparci di fare investimenti intelligenti. Noi non faremo colpi clamorosi se non ci saranno cessioni importanti. Di questo si parlerà solo in estate. Poi ovviamente ci serve qualcosa, ad esempio un esterno di destra, visto che Zanetti è stato impiegato recentemente come interno, oppure un centrocampista centrale. Dobbiamo completare l’organico”.

Duncan può essere un’alternativa valida per la seconda parte di stagione?

“Alfred è stato sfortunato perchè dopo la partita in Coppa Italia avrebbe avuto un’altra occasione ma ha avuto un piccolo problema. Per noi è un giocatore molto importante, ma non ancora così importante per essere protagonista nell’Inter. E’ un ’93 ed è importante che giochi. La mia idea è che lui dovrebbe andare a giocare in un top club di Serie B. In un club di Serie A potrebbe essere un rischio perchè sei o sette presenze in sei mesi non gli permetterebbero di crescere. Preferisco averlo di nuovo tra un anno, ma con una stagione importante alle spalle, in un club che possa dargli continuità”.

Nagatomo è stato convocato a sorpresa. E’ recuperato o non verrà rischiato?

“Yuto è attaccato alla maglia, mi ha chiesto di stare con noi, per stare vicino ai suoi compagni. Vuole dare il suo contributo almeno nello spogliatoio. Non è ancora pronto, non sarà utilizzato. Farà la visita definitiva martedì e spero di riaverlo contro la Roma”.

Mudingayi, Coutinho e Obi sono sullo stesso piano a livello di recupero della forma?

“Mudingayi dei tre è sicuramente il più pronto, Coutinho è vicino, mentre con Obi ci vorrà un po’ più di prudenza. Nessuno di loro, comunque, giocherà dal primo minuto”.

In proiezione futura, all’Inter avrebbe fatto più comodo Saponara o sarà più utile Bellomo?

“Saponara l’ha preso in comproprietà il Milan, lo seguivamo ma non ha senso commentare un giocatore che è stato acquistato da un altro club. Seguiamo tanti giovani in Serie B. Qualcuno lo prenderanno gli altri, qualcun altro lo acquisteremo noi”.

A settembre si era parlato di squadra costruita attorno a Sneijder. Vista la situazione dell’olandese, come pensa di ripiegare? Cambierà soggetto o cambierà progetto?

“In realtà è dal primo aprile che non nascondo la mia stima tecnica per Wesley. Non ne ho mai fatto mistero e, finchè non si è infortunato, ha sempre giocato. Adesso le cose sono cambiate ed è cambiata anche l’Inter, che ora è molto diversa rispetto a quella di settembre. Non è cambiato il progetto ma è cambiata l’identità tecnico-tattica. Per quanto riguarda il cambio di soggetto, non sarà facile trovare un giocatore del livello di Sneijder. Lavoriamo e vediamo”.

Come spieghi la difficoltà dell’Inter nell’andare a rete?

“Quando non arrivano i gol, non è solo un problema degli attacanti. Davanti abbiamo risentito della minore continuità nel costruire palle gol. Sicuramente la sfortuna non si allena, ma è innegabile che nelle ultime tre partite abbiamo sbagliato troppo e alla prima occasione gli avversari ci hanno punito”.

Nelle 19 partite del girone d’andata l’Inter è andata in svantaggio nove volte e solo in due occasioni, contro Sampdoria e Juventus, è riuscita a rimontare il risultato e a portare a casa i tre punti. E’ un caso che siano le uniche due partite in cui c’era più scelta in panchina?

“Quando eravamo tutti presenti, siamo arrivati a un punto dalla Juve ed eravamo secondi in classifica. Ovviamente la forza del gruppo è data dal valore delle individualità. E’ normale che l’Inter abbia fatto meglio quando c’erano quasi tutti i giocatori a disposizione. E’ sotto gli occhi di tutti l’emergenza a cui abbiamo dovuto far fronte, ma a me piace parlare delle cose su cui possiamo incidere. La cosa positiva è che, grazie al lavoro del dottor Combi, stiamo recuperando gran parte degli infortunati. Ora sta a noi ripartire, cercando di tornare alla vittoria già da domani”.

Se nn dovesse andare via, sarebbe difficile reinserire Sneijder nello spogliatoio?

“Rimanderei qualsiasi valutazione dopo la sua scelta”.

 

Alessandro Suardelli

(Twitter: @AleSuardelli)




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