La "Cenerentola" che vuole restare in Serie A: pregi e difetti del Pescara di Bergodi

La “Cenerentola” che vuole restare in Serie A: pregi e difetti del Pescara di Bergodi


Pescara-FiorentinaA inizio stagione sembrava dovesse essere la classica meteora che, dopo una stagione perfetta in Serie B e la promozione inaspettata nella massima divisione del calcio italiano, dovesse recitare il ruolo della vittima sacrificale in giro per gli stadi di mezza Italia; invece il Pescara, nonostante alcune sonore batoste come il 6-0 interno contro la Juventus, sta lottando con le unghie e con i denti alla ricerca di un’insperata salvezza.

La vittoria dell’ultimo turno a Firenze e i risultati deludenti di squadre più quotate come Genoa, Cagliari e Palermo, hanno consentito agli abruzzesi di portarsi al quindicesimo posto, a quota 20 punti, con 4 lunghezze di vantaggio sulla terzultima piazza occupata al momento dai cagliaritani.

Dopo un inizio di stagione travagliato, con pesanti sconfitte e sporadiche gioie, la società ha optato per il cambio di allenatore, sostituendo l’esordiente Stroppa con un altro rookie della Serie A, ovvero Cristiano Bergodi, ex allenatore del Modena; il nuovo tecnico è riuscito a ottenere successi di vitale importanza come quello nello scontro diretto con il Genoa, ridando entusiasmo a un ambiente depresso.

Il nuovo tecnico dei biancazzurri è in parte riuscito a portare correttivi all’assetto difensivo, dando più solidità alla squadra in fase di non possesso rispetto al suo predecessore, variando leggermente anche il modulo: dal 4-3-3 di Stroppa, allievo di Zeman, si è passati a un 4-3-1-2 che consente di avere un trequartista che aiuta maggiormente il centrocampo e infastidisce l’impostazione della manovra avversaria.

Analizzando nel dettaglio gli uomini di Bergodi, il giocatore “di punta” è probabilmente il portiere Perin, classe ’93 e di proprietà del Genoa, ma con già un campionato molto positivo da titolare in Serie B con la maglia del Padova; se l’estremo difensore degli abruzzesi rappresenta una garanzia sia per il presente che soprattutto per il futuro (molti lo considerano l’erede di Buffon), la difesa a 4 è forse il reparto più debole dei pescaresi, dove l’esperienza di Terlizzi e Modesto non sempre riesce a colmare le lacune del giovane Capuano e di Balzano.

Dopo l’arrivo di Bergodi, a centrocampo ha trovato un considerevole minutaggio Togni, ai margini nella gestione Stroppa; accanto al brasiliano, di chiare origini italiane, operano il roccioso Bjarnason e uno tra Nielsen e Cascione, con il primo favorito sull’italiano.

A giostrare tra le linee c’è lo slovacco Weiss, ex Espanyol e Manchester City, con il colombiano Quintero pronto a subentrare a partita in corso, mentre il tandem offensivo è composto da Jonathas e Celik, con il croato Vukusic ai box per un infortunio e Abbruscato relegato sovente in panchina.

Sebbene tutto può far pensare a un’agevole vittoria nerazzurra nell’anticipo di sabato prossimo, Zanetti e compagni dovranno prendere con le molle gli abruzzesi, reduci da una vittoria di prestigio con la Fiorentina e con il morale altissimo, pronti a giocarsi tutte le loro carte per restare in Serie A.




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