Alvarez tra amarcord e speranze: "Vorrei un 2013 senza infortuni. L'anno scorso..."

Alvarez tra amarcord e speranze: “Vorrei un 2013 senza infortuni. L’anno scorso…”


Ricky Alvarez“Spero in un anno senza infortuni, perché non mi hanno permesso di esprimermi come avrei voluto in Italia”. Questo è ciò che Ricky Alvarez chiede al suo 2013 dopo un anno vissuto a fortune alterne tra campo, panchina e soprattutto infermeria.

Sul futuro all’Inter dell’argentino, però, c’è ancora qualche nube, considerando che il mercato di gennaio è appena iniziato e che il suo nome è stato già accostato a diverse squadre. La dirigenza nerazzurra, infatti, complice il suo non brillantissimo inizio di stagione, potrebbe decidere di sedersi al tavolo delle trattative per ascoltare le offerte o, opzione più probabile, inserire il suo cartellino per concludere qualche operazione in entrata.

Le mosse future di Branca e Ausilio, comunque, dovranno tener conto anche del pensiero di Stramaccioni che, a più riprese, ha dichiarato di aspettarsi finalmente l’esplosione del trequartista nel nuovo anno. Il mister romano, infatti, ha dimostrato di credere fortemente nell’argentino, soprattutto nello scorcio finale del passato campionato quando, giunto sulla panchina dell’Inter a nove giornate dal termine, ha ridato un’identità alla squadra proprio sfruttando l’ex Velez al fianco di Sneijder, dietro al Principe Milito.

Il 2012 non è stato quindi del tutto negativo per il fantasista di Buenos Aires, con due momenti su tutti da ricordare: “Assolutamente i due derby che ho giocato. E’ stato un sogno divenuto realtà per me vincerli entrambi. Non c’è nulla di più bello dello stadio il giorno del derby, quando è pieno. Entrare in campo da titolare e vincere entrambe le partite è stata una cosa meravigliosa. Il derby di Milano attira l’attenzione di tutto il mondo, anche in Argentina, e vincere una partita come questa è stato incredibile”.

Dal suo arrivo in Italia, dunque, Alvarez ha potuto dare un primo assaggio delle sue importanti qualità tecniche, in particolar modo contraddistinguendosi per il controllo del pallone: “In Argentina è molto comune il calcio a cinque e siamo spesso portati al controllo della palla con la pianta del piede. E’ qualcosa a cui siamo abituati, credo sia questa una delle mie caratteristiche distintive.

Questa prima parte della stagione per Ricky Maravilla non è stata memorabile (10 presenze, di cui soltanto 3 da titolare), complice anche l’infortunio iniziale che ne ha condizionato la preparazione. Basteranno per restare a Milano?

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