Ausilio: "Spero che Strama vinca quanto Mou. Vogliamo crescere partita dopo partita. Paulinho..."

Ausilio: “Spero che Strama vinca quanto Mou. Vogliamo crescere partita dopo partita. Paulinho…”


Intervistato dal sito arabo Koora, il direttore sportivo nerazzurro, Piero Ausilio, ha parlato del momento che sta attraversando l’Inter, rispondendo anche a qualche domanda sul mercato. Ecco le sue parole:

Andrea Stramaccioni è stato definito da alcuni il nuovo José Mourinho. Perché secondo lei l’Inter ha deciso di affrontare questa sfida?

“Io parlerei della sfida perchè il paragone con altri allenatori non fa bene ad Andrea nè tanto meno all’Inter in questo momento. Mourinho è stato un allenatore importante per l’Inter, lui ha fatto la storia di questo club. Il percorso di Andrea è partito ora e mi auguro con tutto il cuore che possa durare tantissimi anni e che possa avere gli stessi successi di Mourinho però serve tempo, avere la possibilità di crescere e fare le dovute esperienze. Per quanto riguarda invece la scelta, è stata una scelta un po’ particolare, lui era stato preso perchè era considerato molto bravo con i giovani, attraverso le partite con la Primavera ha dato la possibilità a noi ed in particolare al presidente di conoscere ancora di più questo allenatore e si è pensato che potesse meritare anche questa occasione. Il presidente Moratti è stato molto bravo a capire le sue qualità”.

Sono le vere le voci sull’interessamento del Milan per il giovane senegalese Ibrahima Mbaye?

“Lo escludo nel modo più assoluto, lui ha già un contratto con l’Inter, molto presto compirà 18 anni ed il suo contratto verrà prolungato, rinnovato e adeguato, quindi questa voce è priva di fondamento”.

Per quanto riguarda l’interessamento per Paulinho?

“Più che di interessamento parlerei di conoscenza, un po’ tutti sanno che a luglio abbiamo provato a prenderlo, però questa operazione non è stata chiusa. Però ciò non significa che l’Inter ci abbia provato anche a settembre, anche se noi lo conosciamo e lo stimiamo, vediamo più avanti se esisteranno delle nuove opportunità”.

Si è parlato di un triangolare in Kuwait tra il 3 ed 5 di gennaio con l’Al-Ahly d’Egitto ed una squadra del Kuwait, è vera questa notizia?

“Lo escludo perché il 6 di gennaio giochiamo a Udine. Probabilmente è stato fatto anche un invito però nel momento in cui vai ad analizzare il nostro calendario, capisci che ciò non è possibile”.

Quali sono a suo avviso le possibilità dell’Inter di vincere il campionato?

“E’ presto per dire questo, intanto parlerei di possibilità di migliorare, di crescere, di diventare sempre di più una squadra con delle ambizioni, questo è quello che stiamo cercando di fare partita dopo partita. Fino ad oggi abbiamo fatto discretamente bene, sappiamo che per arrivare a degli obiettivi importanti bisogna migliorare e portare avanti questo progetto con con la crescita dei giocatori individualmente e come squadra e poi vediamo a cosa ci porterà questo”.

Qual è la differenza dell’Inter di quest’anno rispetto all’Inter degli scorsi anni?

“Ogni squadra è diversa dalle altre, non esite una squadra che è uguale negli anni, gli stessi giocatori in ogni stagione sportiva hanno un rendimento diverso. Questa è un’Inter che ha cambiato tanto, tra le entrate e le uscite ha cambiato circa 12-13 giocatori, è una stagione quindi di grande cambiamento, dove stiamo cercando di accelerare il più possibile la fase di ambientamento di questi nuovi calciatori, integrarli con quelli di esperienza che già avevamo ed inserirli nel progetto tecnico del mister”.

Qual è secondo lei la situazione attuale del calcio italiano, in un momento in cui il denaro controlla ogni cosa?

“Questo non è un buon momento, il calcio non è poi tanto diverso dal problema economico generale del nostro paese. Il calcio fa parte di questa struttura e quindi risente di questa crisi generale. Il calcio è un veicolo importante, sia di pensiero sia di movimenti, quindi può trasmettere entusiasmo, gioia, passioni. Se noi riusciamo a far stare bene la gente anche attraverso delle buone partite, degli stadi accoglienti, dello spettacolo in termini di prestazioni, non violenza, fair play… penso che la nostra società ne trarrebbe giovamento e la possibilità di essere migliore”.

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