Vittorie stellari

Vittorie stellari


Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana imperversava una terribile Guerra Civile che vedeva scontrarsi le forze Imperiali e l’Alleanza Ribelle. Con lo scopo di evocare terrore ed eliminare una volta per tutte i suoi oppositori, l’Imperatore Palpatine ordinava lo sviluppo di una grande stazione spaziale, con una potenza di fuoco superiore a quella di qualsiasi altra arma mai costruita, in grado persino di vaporizzare un intero pianeta: la Morte Nera.

Comincia così uno dei più grandi capolavori della storia del cinema, comincia così il racconto del nostro capolavoro. Il prequel lo conoscete tutti: per l’Alleanza Ribelle nerazzurra anni e anni di battaglie perse, semplicemente perché non potevano essere vinte. Dall’altra parte un’arma potentissima, la Morte Bianconera, costruita da quel Luciano Moggi che di simile all’Imperatore Palpatine ha non solo il terribile aspetto ma anche la singolare capacità di tentare, raggirare e soggiogare jedi, valorosi e non, pur di portarli dal lato Oscuro. Ci eravamo illusi che quel lato Oscuro non esistesse più, era nata in noi una nuova speranza.

UNA NUOVA SPERANZA – Ci eravamo illusi che fossero davvero cambiati, che tutti quelli dalla parte del lato Oscuro si fossero in qualche modo redenti. Avevamo addirittura cominciato ad apprezzare una squadra capace di inanellare vittorie su vittorie. Vincevano col sudore, con l’organizzazione, con la Forza, come non gli vedevamo fare da un po’. O forse come non gli avevamo visto fare mai. Qualcuno di tanto in tanto ci ha raccontato delle atrocità e dei tradimenti di cui si erano resi protagonisti in passato, come aveva fatto il vecchio Obi(non il nostro)-Wan con Luke Skywalker, per non dimenticare. Non gli abbiamo dato ascolto. Sbagliavamo.

L’IMPERO COLPISCE ANCORA – Bastano venti secondi di partita perché tutte le nostre nuove certezze vengano minate. Non avevamo voluto credere neanche alle avvisaglie di questo inizio di campionato. Ma quando Asamoah si prende più di un metro di vantaggio per mandare fortunosamente in rete Vidal i sospetti che il guardalinee Preti sia uno jedi prezzolato al servizio del lato Oscuro si fanno forti. E quando più tardi lo stesso Preti non aiuta Tagliavento, un Dart Fener stranamente vestito di fucsia, ad espellere Lichtsteiner quei dubbi di certo non spariscono. Le forze ribelli non battono in ritirata sul pianeta Hoth, ma rimangono in partita guidati dagli insegnamenti della loro guida Stramaccioni, uno Yoda più giovane e affascinante.

IL RITORNO DELLO JEDI – I nerazzurri sciorinano tutto il repertorio costruito durante questi primi mesi di tirocinio da cavalieri Jedi. Tra tutti spicca il più valoroso dei Jedi, Diego Milito Skywalker. Prima costringe Dart Fener Tagliavento a schierarsi malvolentieri dalla parte dei ribelli, poi dà il colpo di grazia agli Oscuri bianconeri con un affondo fin troppo facile per il suo destro laser. Ma la vita non è un film, la storia non si chiude così. L’ultima scena vede protagonista C1-P8 Nagatomo, instancabile astrodroide tuttofare, che, dopo aver percorso il campo in lungo e in largo, manda in rete Palacio.

La vita non è un film, è meglio. Quest’Inter è stellare.

 

Giovanni Cassese

(Twitter: @vannicassese)




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