La grinta di Wally: "Daremo tutto in campo, ma la classifica ora non conta. Vincere vorrebbe dire..."

La grinta di Wally: “Daremo tutto in campo, ma la classifica ora non conta. Vincere vorrebbe dire…”


Tra le tante dichiarazioni arrivate alla vigilia di questo attesissimo derby d’Italia, ci sono anche le parole di Walter Samuel, che ha risposto alle domande di Riccardo Signori per “Il Giornale”.

Questo Juve-Inter si preannuncia come una sfida interessantissima…

“Va bene perché siamo secondi, esserci significa che abbiamo lavorato bene”.

Era da qualche tempo che la sfida non aveva questo valore…

“Sì, ma non è decisiva. Servirà per capire come siamo.Sarà bellissima, perché questa partita va sempre vissuta con grande motivazione da noi e dalla gente”.

Nonostante il clima esasperato che spesso coinvolge voi e loro?

“Lo creano i giornali, la gente. Noi andiamo in campo per lasciare tutto lì. Le cose esterne non sono cose nostre. Anzi dobbiamo cercare di calmare la gente”.

Ora si è messo di mezzo anche il Catania, visti gli errori arbitrali di domenica scorsa…

“Saranno dispiaciuti i giocatori del Catania. Ma sono cose che capitano, situazioni di gioco. Non penso a un disegno. Si sbaglia. Certo, dà fastidio…”.

Quindi non si schiera nel partito: tutto pro Juve?

“In certi momenti si è detto anche di noi e mi dava fastidio. Noi meritavamo quanto conquistavamo. Non penso che ora si favorisca qualcuno, spero di no. Prima si parlava solo del 2006, adesso c’è più tranquillità”.

Da 7 anni non vincete a Torino: dall’aprile 2005, gol di Cruz…

“Però siamo andati vicini a vincere tante volte. Non è preoccupante. Anche loro hanno fatto fatica a San Siro. Sono partite speciali in tutti i sensi”.

Stavolta un po’ di più?

“Sarebbe bello vincere. Darebbe fiducia al gruppo”.

Cosa pensa dei giovani di Juventus e Inter?

“Abbiamo Alvarez, Coutinho e Juan Jesus che sta crescendo tanto, va fortissimo. Anche Livaja è interessante. Loro hanno Pogba che è bravo, Giovinco lo ha già dimostrato a Parma”.

Un po’ piccoletto, leggerino…

“Anche Messi è piccolo, e tutti quelli de Barcellona lo sono. Non è un fatto detterminante”.

Lei amava Maradona, ora le piace Messi. Faccia un gioco, uno a voi e uno alla Juve.

“Per me Diego era un Dio, più vicino a me. Messi può migliorare ancora, oggi c’è più intensità di gioco, è più dura. Mi piace tanto Messi, magari venisse all’Inter…”.

Dove siete più solidi rispetto alla Juve?

“Davanti abbiamo uomini più pericolosi. Non lo dico io, lo dicono i numeri”.

Un’idea sui due portieri?

“Handanovic sta facendo bene. Era difficile rimpiazzare Julio Cesar e invece noi ci sentiamo sicuri con lui. Buffon? Parla da solo ai massimi livelli”.

I due giocatori con più classe?

“Cassano e Vucinic”.

Chi ha più fame tra voi e loro?

“Stessa fame. La Juve è ancora molto motivata, proprio perché ha vinto il campionato”.

Stramaccioni e Conte, voto?

“Sono giovani e comandano gruppi come i nostri, non è facile. Stanno lì, se la vogliono giocare, ma è dura stare seduti su quelle panchine”.

Fra i tanti allenatori conosciuti, a chi rassomiglia Stramaccioni?

“C’è un po’ di mescolanza. Sì, d’accordo, un po’ Mourinho. Ma Stramaccioni ha un carattere tranquillo. E allora chi dire? Francamente non saprei. Sa, io ho avuto sempre gente focosa: ha presente Mancini e Capello?”.

Questa Inter l’ha sorpreso?

“Ho fiducia, ci conosciamo da tempo, è arrivata gente umile che non si lamenta, pronta anche se va in panchina”.

Ma essere già secondi dopo 10 giornate?

“Fermi tutti:non abbiamo fatto ancora niente, manca tantissimo. Bisogna arrivare in alto alla fine”.

E lei, da difensore, che dice dei vostri alti e bassi difensivi? Forti in trasferta, incassate più gol in casa.

“Contro la Samp non ci hanno quasi tirato in porta e hanno segnato due gol. Il primo per nostra sfortuna, il secondo per colpa, davamo finita la partita. Non sono preoccupato, è importante difendere bene con tutta la squadra. Poi a San Siro devi rischiare un po’ di più per vincere”.

Sia voi, sia la Juve rischiate sempre qualcosa in difesa…

“È normale per squadre che vogliono rischiare per vincere”.

La Juve non ha una punta leader. Meglio per chi difende?

“Alla fine conta chi arriva in area: deve passare da lì e noi stare attenti e compatti”.

Ha affrontato tanti attaccanti della Juve, quali i peggiori?

“Ibrahimovic e Trezeguet. Il francese era pericolosissimo, anche se non toccava tanti palloni. In ogni attimo poteva fregarti”.

Ora c’è Vucinic…

“Più simile a Ibra: gli piace tener la palla”.

Samuel userà la faccia che faceva paura a Totti quando disse: non farei mai a botte.

“Scherzava! Chi mi conosce sa che sono tranquillo. Non gioco a far male. Mi piace giocare duro. Nella partita è importante un certo atteggiamento: i primi contrasti per mostrare che stai bene. Ma non vuol dire che picchi”.

Cresce l’attesa per il derby d’Italia, l’anticipo serale di questa undicesima giornata di Serie A che mette a confronto le due rivali per eccellenza, Juventus e Inter. Alla vigilia del big match di Torino, Walter Samuel, colonna della difesa di Stramaccioni, risponde così alle domande di Riccardo Signori per Il Giornale:

I giovani di Juventus e Inter, cosa ne dice?

“Abbiamo Alvarez, Coutinho e Juan Jesus che sta crescendo tanto, va fortissimo. Anche Livaja è interessante. Loro hanno Pogba che è bravo, Giovinco lo ha già dimostrato a Parma”.

Un po’ piccoletto, leggerino…

“Anche Messi è piccolo, e tutti quelli de Barcellona lo sono. Non è un fatto detterminante”.

Lei amava Maradona, ora le piace Messi. Faccia un gioco, uno a voi e uno alla Juve.

“Per me Diego era un Dio, più vicino a me. Messi può migliorare ancora, oggi c’è più intensità di gioco, è più dura. Mi piace tanto Messi, magari venisse all’Inter…”.

Dove siete più solidi rispetto alla Juve?

“Davanti abbiamo uomini più pericolosi. Non lo dico io, lo dicono i numeri”.

Un’idea sui due portieri?

“Handanovic sta facendo bene. Era difficIle rimpiazzare Julio Cesar e invece noi ci sentiamo sicuri con lui. Buffon? Parla da solo ai massimi livelli”.

I due giocatori con più classe?

“Cassano e Vucinic”.

Chi ha più fame tra voi e loro?

“Stessa fame. La Juve è ancora molto motivata, proprio perché ha vinto il campionato”.

Stramaccioni e Conte, voto?

“Sono giovani e comandano gruppi come i nostri, non è facile. Stanno lì, se la vogliono giocare, ma è dura stare seduti su quelle panchine”.

Fra i tanti allenatori conosciuti, a chi rassomiglia Stramaccioni?

“C’è un po’ di mescolanza. Sì, d’accordo, un po’ Mourinho. Ma Stramaccioni ha un carattere tranquillo. E allora chi dire? Francamente non saprei. Sa, io ho avuto sempre gente focosa: ha presente Mancini e Capello?”.

Questa Inter l’ha sorpreso?

“Ho fiducia, ci conosciamo da tempo, è arrivata gente umile che non si lamenta, pronta anche se va in panchina”.

Ma essere già secondi dopo 10 giornate?

“Fermi tutti:non abbiamo fatto ancora niente, manca tantissimo. Bisogna arrivare in alto alla fine”.

E lei difensore che dice dei vostri alti e bassi difensivi? Forti in trasferta, incassate più gol in casa.

“Contro la Samp non ci hanno quasi tirato in porta e segnato due gol. Il primo per nostra sfortuna, il secondo per colpa, davamo finita la partita. Non sono preoccupato, è importante difendere bene con tutta la squadra. Poi a San Siro devi rischiare un po’ di più per vincere”.

Sia voi, sia la Juve rischiate sempre qualcosa in difesa…

“È normale per squadre che vogliono rischiare per vincere”.

La Juve non ha una punta leader. Meglio per chi difende?

“Alla fine conta chi arriva in area: deve passare da lì e noi stare attenti e compatti”.

Ha affrontato tanti attaccanti della Juve, quali i peggiori?

“Ibrahimovic e Trezeguet. Il francese era pericolosissimo, anche se non toccava tanti palloni. In ogni attimo poteva fregarti”.

Ora c’è Vucinic…

“Più simile a Ibra: gli piace tener la palla”.

Samuel userà la faccia che faceva paura a Totti quando disse: non farei mai a botte.

“Scherzava! Chi mi conosce sa che sono tranquillo. Non gioco a far male. Mi piace giocare duro. Nella partita è importante un certo atteggiamento: i primi contrasti per mostrare che stai bene. Ma non vuol dire che picchi”.

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