L'importante è sapersi rialzare. L'Inter ritrova il vero Andrea Ranocchia

L’importante è sapersi rialzare. L’Inter ritrova il vero Andrea Ranocchia

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E’ un Ranocchia completamente rigenerato quello che stiamo ammirando in questo inizio di stagione. Dopo ottime prestazioni, il centrale di Assisi si sta rivelando importante anche nell’area avversaria. Dopo aver sfiorato il gol contro il Catania colpendo il palo, Andrea contro il Bologna ha prima messo i brividi ad Agliardi e poi sbloccato il match con una pregevole incornata, trovando così il suo primo gol stagionale.

Ma la sua, se pur breve, è una carriera fatta di sali e scendi: cresce calcisticamente nel Perugia, squadra che in quel periodo poteva vantarsi d’aver lanciato giocatori come Miccoli, Zè Maria e Materazzi, ma era anche il Perugia del vulcanico Gaucci e, proprio questa figura contorta, fu responsabile del fallimento della gloriosa società umbra.

Andrea si trasferisce così nell’Arezzo e, dopo due anni nelle giovanili, esordisce in prima squadra sotto la guida di Antonio Conte. La squadra però retrocede in serie C e il ragazzo, allora diciannovenne, si trova a farsi le ossa sui campi delle serie inferiori. Le sue ottime prestazioni non sfuggono agli osservatori del Genoa che, nell’estate 2008, prima lo acquistano e poi lo girano in prestito al Bari in Serie B, dove ritrova Antonio Conte come allenatore, contribuendo alla vittoria del campionato con 17 presenze e 1 gol.

Nell’estate 2009 il Genoa riscatta completamente il giocatore dall’Arezzo ma lo lascia nuovamente al Bari dove, a suon di buone prestazioni insieme a Bonucci, lascia intuire che l’Italia abbia trovato il nuovo Nesta. L’idillio, però, dura solo fino a gennaio del 201o, quando un infortunio al collaterale esterno e al crociato anteriore gli fanno chiudere anzitempo la stagione. Ma l’Inter non si lascia intimorire dal brutto incidente e ne acquista la comproprietà lasciandolo in prestito a Marassi, dove disputa ottime prestazioni nella difesa a tre di Gasperini, tanto da meritarsi la prima chiamata del CT Prandelli.

Poi però, un infortunio costringe Samuel a stare fermo ai box appena prima del Mondiale per Club, allora i nerazzurri non esitano ad anticipare l’arrivo di Andrea ad Appiano. In compenso, a partire sarà Mattia Destro. Ranocchia affianca Lucio e stupisce tutti nei suoi primi mesi milanesi ma, nella stagione 2011-2012, anziché la consacrazione definitiva, arriva l’involuzione, culminata con l’esclusione dalla rosa che si accingeva ad affrontare l’Europeo.

Pian piano Andrea, complice il cambio di modulo e un Silvestre poco convincente, sta riconquistando ciò che aveva perduto, a partire dal posto in Nazionale, riacciuffato con le ultime convocazioni. Tutto grazie soprattutto a mister Stramaccioni, che ha sempre creduto in lui resistendo anche alle sirene che lo volevano alla Juve, al PSG o al City di Mancini. Adesso calma e piedi per terra.

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