Stramamente professionisti

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Quinto gol in campionato, che va aggiungersi ai tre assist già distribuiti. Ancora una volta tra i migliori in campo. Esce tra gli applausi dopo aver deciso il match. Antonio Cassano è solo una delle facce del successo nerazzurro, probabilmente però la più azzeccata per descriverlo. Mai banale, talvolta con l’approccio sbagliato, sempre capace di regalare emozioni. E ora anche vincente. Noi, a detta di qualcuno che evidentemente non riesce a digerire il disonore per essere stato scartato, di gente poco professionale ce ne intendiamo. Ma un “non-professionista” così efficace fatichiamo a ricordarlo. Peccato solo che per prenderlo abbiamo dato via uno che vale sette milioni più di lui. Starà sicuramente facendo sfracelli altrove.

Il successo col Catania è il trionfo di una squadra che è finalmente gruppo, per merito del suo allenatore che, come il suo (insolito) bomber, sa andare brillantemente oltre i propri errori. A San Siro l’undici di partenza è sbilanciato per la disposizione, piuttosto che per gli uomini. L’adattamento di Obi sulla destra riesce nell’intento primario di bloccare i temibili uno contro uno del “Papu” Gomez, avversario storicamente indigesto, ma prevede effetti collaterali non trascurabili: il giovane nigeriano non affonda mai sulla fascia e si perde in diagonali mai viste prima, regalando agli etnei le uniche occasioni di una gara piuttosto abulica. Ma Strama riorganizza bene la squadra, capace di reggere il tridente “pesante” e dominare il secondo concluso con la gemma di Palacio.

L’Inter appannata dello scorso anno è solo un vago ricordo e non solo per merito di chi allora non c’era. Anche i reduci dello scorso anno appaiono trasformati: su tutti Ranocchia e Cambiasso. Il primo, ragazzino confuso con Gasperini e Leonardo, guida la difesa da veterano; l’argentino invece è per la seconda volta consecutiva assist-man e migliore in campo, chiudendo nel migliore dei modi contro il Catania un ideale percorso circolare di redenzione calcistica partito poco meno di un anno fa con le lacrime versate proprio in occasione della gara contro i siciliani.

Vorremmo che solo una cosa rimanesse uguale allo scorso anno. Se Milito ritornasse principe dopo i primi difficili mesi potremmo cominciare a sognare in grande. Per il momento ci godiamo le vittorie nelle prime battaglie. Anche senza soldatini.

Giovanni Cassese

(Twitter: @vannicassese)

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