Cassano: "L'Inter è un sogno, mi fanno sentire tutti importante. Ho lasciato il Milan perchè..."

Cassano: “L’Inter è un sogno, mi fanno sentire tutti importante. Ho lasciato il Milan perchè…”

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Ospite speciale della terza puntata di “Undici”, il talk show calcistico condotto da Pierluigi Pardo (in onda tutti i lunedì su Italia 2, canale 35 del digitale terrestre), Antonio Cassano ha raccontato tantissimi retroscena della sua carriera, tra passato, presente e futuro.

Si parte con un commento al fantastico avvio di stagione di FantAntonio con la maglia nerazzurra: “Se è il miglior Cassano di sempre? Molto probabilmente come realizzazioni sì, ma posso fare ancora meglio – garantisce il talento barese –. Non voglio fare percentuali sul mio stato di forma, so solo che mi sento bene, sto mettendo in atto buone prestazioni e per me l’importante è essere felice. Agli Europei venivo da quasi 6 mesi di inattività, adesso sono due mesi che sto lavorando alla Pinetina e mi sento bene. Sono felice per i gol segnati finora, ma penso sia un caso averne fatti già così tanti. A me piace molto più fare gli assist che i gol. Se poi riesco ad aiutare la squadra anche sotto porta è meglio ma, ripeto, importa poco. Sono ancora convinto che sia meglio un assist di un gol”.

Ho bisogno di sentirmi importante – prosegue il numero 99 nerazzurro – e alla Pinetina mi fanno sentire tale dal primo all’ultimo, dall’ultima persona che conta – si fa per dire – al Presidente. Sento la fiducia dell’ambiente. Per me i soldi sono importanti è vero, ma alcuni grazie al cielo li ho già messi da parte, quindi non sono certo l’unica cosa che conta. Il calcio è felicità e serenità. Per me è la cosa più bella del mondo”. A proposito di rapporti speciali, Cassano alla Pinetina può dire di aver trovato tanti nuovi amici. Primo fra tutti, Yuto Nagatomo: “Con lui c’è un grande feeling. Mi ha stupido perchè è un lavoratore incredibile e corre tantissimo. Fuori dal campo poi è eccezionale perchè ha sempre il sorriso sulle labbra, dalla mattina alla sera”.

Si torna a quindi a parlare dell’addio al Milan e del rapporto con alcuni ex compagni: Al Milan non mi facevano sentire importante e non mi fu fatto nessun discorso sulla possibilità di diventare il nuovo leader della squadra. Volevo solo giocare, o almeno che fossero chiari con me. Devo ringraziare Ibrahimovic in particolare, perché se non ci fosse stato lui a sponsorizzarmi non so quanto avrei giocato. Se ci sono momenti da ricordare in rossonero? Ho vinto uno scudetto, con i miei compagni ho avuto un rapporto stupendo. Yepes è un amico speciale e sento ancora Mauro Tassotti, ogni due o tre giorni. C’è anche qualcun altro che non sento, ma per mia volontà.

In chiusura alcuni pronostici sulla stagione appena cominciata: Milito vincerà la classifica dei capocannonieri, sono sicuro. Come finirà il derby? E’ una partita particolare, non ci sono risultati da prevedere, non c’è una squadra favorita. Si tratta di gare complicate per tutti, ce la giocheremo. Inter più forte del Milan? Vedremo a fine campionato chi avrà fatto meglio, ma io gioco nell’Inter quindi è normale che veda la mia come la squadra migliore. Chi vincerà lo scudetto? Spero l’Inter. La Juve in questo momento è favorita e non ha rivali, il Napoli è ormai una realtà consolidata, ma noi non siamo lontanissimi e abbiamo le qualità per stare nelle parti alte della classifica fino alla fine.

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