NerAzzurri sì, ma non d'Italia

NerAzzurri sì, ma non d’Italia


Quando si è piccoli, vestire la maglia della propria nazionale è un po’ il sogno di tutti. Per arrivare a questo ambizioso traguardo, è spesso necessario appartenere a club prestigiosi, autentiche rampe di lancio per la gloria patriottica. Ultimamente, però, il discorso sembra non valere per tutti.

Da sempre accusata del fatto di avere pochi tesserati italiani in rosa, l’Inter fatica a fornire giocatori alla nazionale azzurra. Certo, la scelta non è ampia tra i ragazzi di Stramaccioni, ma qualche elemento interessante si sarebbe anche potuto trovare. Per esempio, un certo Andrea Ranocchia.

Viste le ultime prestazioni di questa stagione, nettamente al di sopra di molti dei convocati di Prandelli, il centrale umbro avrebbe meritato senza dubbio di essere a Coverciano per preparare le gare contro Bulgaria e Malta, valide per le qualificazioni ai Mondiali del 2014.

Eccezion fatta per Barzagli, reduce da una stagione importante e sempre affidabile, nessun altro difensore (tra Bonucci, Ogbonna, Astori e Acerbi) è superiore a Ranocchia, considerato da molti addetti ai lavori il miglior difensore italiano. In fin dei conti, però, Andrea è reduce da una stagione travagliata, mentre i neo convocati (juventini esclusi) hanno potuto dimostrare tutto il proprio valore tra Serie B, panchine di Verona (almeno fino a gennaio) e bassifondi della classifica.

Questa, purtroppo, non è l’unica nota degna di contestazione. Nella scorsa stagione, soprattutto da gennaio in avanti, Andrea Poli è stato una delle poche note positive della stagione interista, ma non abbastanza da meritarsi l’Europeo. Al centrocampista classe ’89, però, dopo un’estate turbolenta vissuta con le valigie in mano, è bastato tornare alla neopromossa Sampodria per essere improvvisamente preso in considerazione.

Per non parlare poi di Antonio Cassano. Il barese, è bene ricordarlo, arrivò alla rassegna europea con appena un mese di partite nelle gambe dopo esser stato fermo sette mesi per i noti problemi al cuore. Si diceva che FantAntonio fosse al 40-50% della condizione, ma abbastanza per essere decisivo. Peccato che sia bastato cambiare sponda del Naviglio per essere tagliato fuori da Prandelli, nonostante la sua attuale condizione sia comunque migliore rispetto a quella di maggio.

Poi c’è il capitolo Pazzini. Finito nel dimenticatoio per più di un anno, nonostante abbia anche segnato il gol qualificazione contro la Slovenia nel settembre 2011, al Pazzo è bastato mettere a segno una “storica” tripletta contro il Bologna per tornare in Nazionale.

Ovviamente, anche lui, non gioca più nell’Inter degli “stranieri”.

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