Le parole di Stramaccioni alla vigilia di Inter-Hajduk Spalato

Le parole di Stramaccioni alla vigilia di Inter-Hajduk Spalato


I nerazzurri sono pronti per fare il loro esordio stagionale sul nuovo manto di San Siro in occasione del match contro l’Hajduk Spalato, valido per il ritorno del terzo turno preliminare di Europa League (all’andata 3-0 per l’Inter, ndr). Alla vigilia della gara, Andrea Stramaccioni ha tenuto la solita conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti.

Ecco le sue parole:

Intorno all’Inter c’è tanto entusiasmo: primo anello tutto esaurito e nuovi biglietti in vendita. Considerato il peridodo, si può essere soddisfatti?

“Credo che sia una cosa veramente bella, ci dà tanta carica. L’avevo già detto a Spalato: vedere centinaia di interisti in una trasferta non agevole ti fa capire quanto il tifoso sia vicino a noi. E’ facile riempire lo stadio quando si vincono scudetti e Champions, ma noi veniamo da un’annata difficile e apprezziamo il fatto che i nostri tifosi siano sempre al nostro fianco”.

Il nuovo terreno vi suggerisce prudenza? Samuel ha recuperato?

“La prudenza ce la suggerisce non il campo o il 3-0, ma la necessità di gestire al meglio giocatori che per me sono estremamente importanti. Sono valutazioni che faccio con il medico e con il giocatore. Non vogliamo correre rischi”. 

Da qui al 31 agosto quanto deve cambiare questa squadra per essere quella che hai in testa?

“L’Inter ha già dimostrato quello che può valere, poi è normale che un allenatore al 10 agosto voglia qualche altro tassello. Sarò contento di commentare la squadra al 31 agosto”.

A che punto siamo rispetto alla tua idea di calcio e cosa bisogna migliorare?

“Penso che all’andata l’Inter abbia dato un buon feedback su quello che stiamo facendo. Poi io, con il mio occhio, posso aver visto delle cose che non vanno. Io lo so e ci stiamo lavorando con i ragazzi. Ma sfido chiunque a non avere qualche problemino il 10 agosto, soprattutto una squadra italiana. Ma in termini di mentalità e di approccio ho visto tutto molto bene, poi lavoriamo sulle cose che non vanno. Non siamo né esaltati per il risultato, né preoccupati. Dobbiamo lavorare tanto per migliorare i risultati, dato che siamo arrivati sesti l’anno scorso”.

Dopo aver perso anche Lucas, pensi di cambiare modulo?

“Un’individualità non può cambiare l’idea di una squadra. Credo che sia importante puntare su calciatori che siano funzionali e utili per le nostre idee, una media tra le idee dell’allenatore e i giocatori che si hanno a disposizione. Voi dovete riempire pagine di nomi, lo capisco, ma io non vedo problemi. Vedrei problemi se arrivassero giocatori che non sono funzionali al nostro modo di giocare, ma non se sfuma la prima scelta o altri. Ad esempio, io sono arrivato che c’era uno scetticismo enorme su Fredy Guarin, mentre ora è considerato uno dei centrocampisti più forti del campionato. Il cognome non importa, lo facciamo diventare grande sul campo”.

Quanto è preoccupata la società per il coinvolgimento di Ranocchia nello scandalo del calcioscommesse?

“Per quanto mi riguarda il termine preoccupazione è fuori luogo. Posso dire che a livello umano siamo vicini ad Andrea, io e tutta l’Inter, ma non sono la persona adatta a parlare nel merito di queste cose”.

In una tua vecchia intervista si diceva che avresti cambiato modulo se non fosse arrivato Lucas. Era quello che intendevi dire o cambierai solo se non dovesse arrivare un giocatore con quelle caratteristiche?

“Noi come Lucas magari ne seguiamo quattro e voi ne conoscete due. L’importante è che ci siano idee chiare su quello che serve all’Inter tra me e il direttore sportivo. Mi pare normale che un allenatore segnali dieci nomi, ma mica glieli possono comprare tutti. Sarei preoccupato se il 31 agosto non dovesse arrivare neanche uno dei calciatori su cui abbiamo ragionato”.

Quindi non cambierai modulo…

“Ma del modulo parlate solo voi. Io sono più legato a un’idea di calcio, poi i moduli si adattano. Non è una questione di numeri”.

Vedendo quello che sta facendo il Paris Saint-Germain, è più il rammarico perché i club italiani non possono più spendere o uno stimolo per costruire una squadra come vuole lei con giovani da crescere?

“Io credo che il Paris Saint-Germain sia un’eccezione nella storia del calcio. Commentarla sarebbe fuori luogo. Rappresenta un fuori grafico, perché anche quando arrivano in ritardo su certe trattative, mettendo così tanti capitali vanno fuori mercato per tutti, non solo per l’Inter. Rispetto il loro operato, ma non mi paragono neanche. Noi abbiamo il nostro percorso. Hanno preso due giocatori che piacevano anche a noi, ma il mercato è così”.

Negli ultimi giorni ci sono stati diversi incontri in sede con i dirigenti. C’è piena sintonia?

“Sto arricchendo il parcheggio di Piazza Meda per ora (sorride, ndr). Sono molto soddisfatto del rapporto. Ho contatti costanti con Ausilio e Branca. E’ normale che loro mi ascoltino perché è normale che loro cerchino di costruire un’Inter in linea con i desideri dell’allenatore, tutto sotto la supervisione del presidente. Ho la fortuna di poter parlare con un presidente che capisce anche tecnicamente di calcio. Non sono arrivati giocatori non graditi all’allenatore finora, ci metto io la faccia. Tranquillamente”.

All’Inter serve un giocatore che sappia giocare sia come prima punta che da esterno, tipo Quagliarella?

“Non penso esistano giocatori che fanno la punta come Milito e l’esterno. Quagliarella è una seconda punta, mentre Lucas era un esterno”.

Per te è più importante che arrivi una punta o un esterno?

“Per me è importante che vengano giocatori funzionali al progetto”.

Domani farai un po’ di turnover?

“Finalmente una domanda sull’Hajduk. Abbiamo la fortuna di non dover fare turnover tecnico, dato che la prossima partita se passiamo è tra 15 giorni. Per me è importante rodare alcuni settori, quindi ottempererò alle necessità fisiche di alcuni con la necessità di affiatarsi”.

Ci sarà possibilità di vedere all’opera qualche giovane? Come valuti il loro percorso finora?

“Questi mesi servono per valutare anche queste cose. Per ogni ragazzo dobbiamo delimitare un percorso di crescita. Se al 31 agosto riterremo pronti i ragazzi per fare bene quando saranno chiamati in causa senza caricarli troppo, li terremo. Invece se sono in ruoli in cui magari sono chiusi, l’esperienza lontano dall’Inter può essere importante. L’importante è non sbagliare tra le due scelte: sono giovani ma nessuno tranne Longo e Livaja ha avuto esperienza in prima squadra. E abbiamo visto anche con calciatori importanti come sia fondamentale fare esperienza in qualsiasi prima squadra”.

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