Milito: "Mi sento amato, spero di restare fino al 2014. Rinnovamento? L'Inter viene prima di tutto"

Milito: “Mi sento amato, spero di restare fino al 2014. Rinnovamento? L’Inter viene prima di tutto”


Dal ritiro di Pinzolo, in un’intervista concessa in esclusiva alla Gazzetta dello Sport, Diego Milito ha parlato della sua splendida avventura in maglia nerazzurra, dei nuovi e dei vecchi compagni e del futuro dell’Inter. Ecco le parole del “Principe”…

Milito, sono vere le voci che la vorrebbero lontano da Milano?

“A chiunque, ammesso che ci sia, pensi a me: quando uno sta bene e si sente amato in un posto, ci resta. E io, con l’Inter, vivo perennemente questa situazione. E spero di farlo fino al 2014”.

Qualche settimana fa un quotidiano iberico scrisse: «Il Barça vuole Milito»

“Mai sentita, davvero”.

Un anno fa esatto, però, il Paris Saint-Germain la cercò…

“Lo sa anche lei? (sorride, ndr) Ripeto: quando trovi il posto nel quale ti senti perfettamente, puoi anche dire di no”.

Essere definito ‘intoccabile’ che effetto fa?

“Mi fa molto piacere, ho sempre detto che qui sto magnificamente, per i compagni, per la società, per i tifosi dai quali mi sento sempre amatissimo: ribadisco che non riuscirò mai e poi mai a ripagare tutto l’affetto che gli interisti hanno nei miei confronti”.

I tifosi vogliono quel che volete voi: vincere…

“Sono convinto che ricominceremo subito, sennò me ne starei a casa”.

Siamo nel ‘Rinnovamento Interista’: un trofeo subito è possibile?

“E’ fondamentale il periodo che stiamo vivendo: per la seconda volta da quando sono all’Inter faccio la preparazione dall’inizio, e questo è importantissimo. E dobbiamo partire forte, essere uniti, avere la mentalità giusta e soffrire. Senza sofferenza si raggiunge nulla”.

Senza avere un equilibrio lei non avrebbe fatto 24 gol dopo quell’inizio di errori che le fece vincere il Bidone d’oro…

“Non nego che mi scocciasse quella fase di gol sbagliati, e anche un bel po’, però non ho mai voluto fare drammi. Anche il fatto di aver cambiato tecnico non è da sottovalutare: partire con uno, continuare con un altro e averne un terzo non credete che lasci indifferenti”.

Il plusvalore di oggi può essere ripartire con lo stesso tecnico?

“Un enorme plusvalore”.

Nel frattempo Pazzini ha detto quel che ha detto…

“Il suo sfogo mi ha un po’ sorpreso, uno sfogo suo, e in certi casi non ci puoi far nulla. Se il Pazzo andrà via mi dispiacerà, come è successo per altri miei compagni”.

Si parla già del dopo: Mattia Destro lei lo conosce bene…

“Si allenò con noi l’anno del Triplete, con Mourinho: già li si vedeva un grandissimo attaccante, completo, bravo tecnicamente, e tutto questo è stato confermato dalla grande stagione appena fatta. Oltretutto ha ancora tanto tempo davanti per migliorare”.

A proposito di Triplete: siete rimasti in pochi. E se il mercato allontanerà pure Julio Cesar e Maicon, sarete ancora meno…

“I discorsi di mercato io non li faccio: vediamo quel che succede e poi ne parliamo. Di sicuro dispiacerebbe perdere compagni e amici, così come mi è dispiaciuto salutare Lucio e pure Forlan col quale avevo un bellissimo rapporto. Ma dico: è il progetto nuovo sul quale ha puntato la società, l’Inter viene prima di tutto”.

Abbiamo fatto un conto dei giocatori in organico: per ora Argentina batte Brasile 7-5. Fra un po’ potrebbe essere 7-3…

“Non è un fatto di brasiliani e argentini: abbiamo sempre tutti remato nella stessa direzione, e le vittorie lo confermano”.

Naturalmente la storia del ‘clan argentino’ è sempre gettonata…

“Cerco di non farci caso, ma dispiace sentire certe cose perché tutti i giorni lavoriamo insieme e tanto, tutti e a prescindere dalla nazionalità. Lo so che fuori c’è chi la vede così, chi parla di ‘clan’: ma è sbagliato, e sarebbe ora di smetterla perché così non è”.

Ci sono Palacio e Silvestre in più…

“Due giocatori da Inter: lo hanno dimostrato in Italia, anni in cui hanno raccolto l’esperienza giusta per poter arrivare qui. Fra l’altro entrambi hanno giocato in una grande squadra, il Boca Juniors”.

Nelle prime partitelle si è intuito che ci sarà Sneijder (per ora Coutinho o Alvarez) dietro alla coppia Palacio-Milito. Non male…

“Se Stramaccioni ci considera con questa disposizione è un assetto molto forte, senza dimenticare Cou e Alvarez, sia chiaro”.

Cosa darebbe per vincere già quest’anno? Si farebbe pure biondo?

“Darei tutto, anche della tintura sui capelli: tanto poi va via…”.

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