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Moratti: “Complimenti a Prandelli, ma ho fiducia in Strama. Balotelli? Ho pensato di riprenderlo…”

Dopo l’exploit dell’Italia e, soprattutto, di Mario Balotelli contro la Germania, il presidente dell’Inter Massimo Moratti è tornato a parlare del suo pupillo, svelando curiosi retroscena e ribadendo la stima nei confronti dell’attaccante. Attraverso le pagine della Gazzetta dello Sport il patron nerazzurro ha commentato anche il sorprendente percorso degli azzurri a Euro 2012 e le voci che, fino a qualche mese fa, volevano il ct Cesare Prandelli vicino alla panchina dell’Inter.

Ecco le sue parole:

Presidente, riesce a dire la sensazione che ha provato nel vedere giocare a Balotelli quella partita?

“Orgoglio e felicità. Sono felice per lui perché mi sembra che abbia trovato finalmente una casa, l’Italia, e che dagli italiani ora si senta benvoluto come desiderava”.

E come meritava?

“Per lui dev’essere stata una specie di conquista, ma non perché dovesse dimostrare di meritarlo, o far capire di essere cresciuto: credo cercasse soprattutto qualcosa di sentimentalmente gratificante”.

Crede sia anche perché è da quando gioca che gli si chiede di dimostrare qualcosa?

“E invece lui proprio questo chiede: di non avere ogni volta qualcosa da dimostrare. Di vedere rispettata questa sua libertà di crescere secondo le aspettative, ma anche secondo i suoi tempi”.

Bello vederlo sciogliersi così, quando a fine partita è andato ad abbracciare sua mamma in tribuna, vero?

“Ecco, in quell’abbraccio c’è tutto quello che dicevo, il discorso di certe promesse conquistate, più che rispettate: la conferma di chi sente finalmente di non sprecare la sua classe”.

Ma è vero che Balotelli è uno che bisogna saper prendere, come ragazzo e come calciatore?

“Balotelli è un ragazzo complesso, ma è anzitutto un grande talento e all’Europeo lo sta dimostrando anche in termini internazionali, davanti a tutto il mondo. E la cosa bella è che per farlo ha saputo soffrire: Prandelli ha anche scelto di non farlo giocare (contro l’Irlanda non partì titolare, ndr), ma lui non si è buttato giù, ha reagito”.

Dica la verità: con quel gol del 2-0 contro la Germania ha fatto saltare sulla sedia anche lei.

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“Ma anche con il primo! Fantastico quel passaggio di Cassano, uno che come Balotelli fa paura agli avversari perché si sa che in qualunque momento può inventare qualcosa. E fantastico Mario nel liberarsi dal difensore. E poi, quando ha segnato il 2-0, l’ho visto bello deciso… Due gol molto suoi, comunque: gol da Balotelli”.

E dica la verità un’altra volta: rimpianti?

“Non vivo come una diminutio l’ammettere di aver pensato di riportarlo all’Inter: per me è una diminutio solo fare cose che non si devono fare. Avrei scommesso volentieri di nuovo su di lui, ma il Manchester City ha avuto tutto il diritto di dirci no: voleva tenerselo stretto”.

E vedere un Pirlo così la fa pentire?

“Se ci pentiamo noi, il Milan cosa dovrebbe fare? Giocatore immenso, uno di trent’anni che sembra giocare con dei ragazzini di 16: personalità e facilità di gioco spaventose e però mai fini a se stesse,ma sempre messe al servizio della squadra”.

Presidente, domani sera a Kiev finirà come nel 2006?

“A me questa squadra ricorda più quella dell’82, per il gioco ma non solo: anche allora sembrava tutto negativo e venne fuori una squadra con lo stesso spirito vincente e un centravanti sorprendente, che nell’occasione si dimostrò un campione. Una squadra capace di entusiasmare, davvero. Bravissimo Prandelli e bravi i giocatori a seguirlo, mettendoci del loro”.

Lo stesso Prandelli a cui aveva pensato anche lei per l’Inter, si disse.

“No, guardi: non c’è mai stato nessun contatto. Fiducia totale in Stramaccioni, ma a Prandelli mando i miei complimenti, davvero”.