Euro 2012: CAPOLAVORO AZZURRO, Germania in ginocchio

Euro 2012: CAPOLAVORO AZZURRO, Germania in ginocchio


Alle 20 e 45, presso il National Stadium di Varsavia, Prandelli manda in campo un 4-3-1-2 speculare a quello scelto contro l’Inghilterra, ma con un Chiellini in più sulla sinistra e lo spostamento a destra di Balzaretti. Di contro, Löw opta per il solito 4-2-3-1, con Podolski, Özil e Kroos al servizio di Mario Gomez. La partita scorre con grande intensità ma è la Germania a risultare più determinata all’inizio. Al 5’ Hummels sfiora con il ginocchio una palla che Andrea Pirlo salva sulla linea; mentre all’11, Buffon prima anticipa in uscita Gomez (imbeccato da un Boateng lasciato troppo libero sulla sinistra) e poi devia una bordata da 25 metri di Kroos.

Fra il 16’ ed il 18’ l’Italia si fa finalmente vedere avanti, con due conclusioni di Montolivo e Cassano che non impensieriscono Neuer. Comunque è al 20’ che i ragazzi di Prandelli colpiscono, quando Cassano fa fuori due avversari con una finta e mette sulla testa di Balotelli una palla che SuperMario deposita in rete per il sorprendente vantaggio azzurro. I teutonici restano tramortiti e non vanno oltre qualche conclusione da fuori area. Al 34’ è ancora Fantantonio a mettere sui piedi di Montolivo un pallone straordinario, ma il neo milanista ritarda la conclusione e si fa recuperare. Nonostante questo errore, l’ex fiorentino si fa perdonare 60 secondi dopo, grazie ad un fantastico lancio ancora per Balotelli, il quale si porta la palla sul destro e lascia partire un missile dal limite dell’area che trafigge un inerme Neuer per il 2 a 0 con cui finisce la prima frazione. Questa è l’Italia, brava a reggere agli urti tedeschi, straordinaria nelle ripartenze (dirette da meravigliosi solisti del calibro del regista juventino o del barese) e micidiale a concludere con il centravanti del City.

La ripresa inizia con due cambi per Die Nationalelf: Reus e Klose al posto di Podolski e Gomez. È proprio l’ormai ex Borussia Mönchengladbach a rendersi pericoloso al 47’, con un velenoso sinistro da 20 metri bloccato dall’estremo difensore bianconero e segue un minuto dopo Lahm, il cui piatto destro termina alto sulla traversa. Al 58’ Alessandro Diamanti prende il posto di un Antonio Cassano affaticato e poco dopo Balotelli va vicino al tris, grazie a un diagonale destro finito di poco fuori (scagliato dopo aver lasciato il capitano tedesco sul posto con un secco dribbling). La Germania non sembra più avere cartucce da sparare, a parte un bel calcio di punizione deviato sulla traversa da Buffon, e rischia di capitolare definitivamente al 67’, quando Marchisio, imbeccato da Diamanti, lascia partire un destro finito di poco fuori. Al 70’ è l’ora di Di Natale, entrato per sostituire un Balotelli (vittima di crampi) e soprattutto non servito qualche minuto dopo in area da Marchisio, che preferisce andare alla conclusione. Fra l’82’ e l’83’ continua il festival delle occasioni sprecate, stavolta proprio con Totò, che tira sull’esterno della rete da pochi metri, e Balzaretti, servito troppo tardi da Diamanti e colto in posizione di fuorigioco. Le statistiche non nascono a caso ed infatti, come nella migliore tradizione italiana, si deve soffrire. Al 91’ Barzagli tocca involontariamente con il braccio su colpo di testa di Hummels: l’arbitro fischia calcio di rigore e Özil realizza il 2 a 1 con cui si chiude l’ennesima epica vittoria contro la Germania.

Nessuno ci avrebbe scommesso, ma l’Italia è riuscita nell’impresa di ribaltare un pronostico che appariva scontato. Domenica tocca affrontare la Spagna, in una finale che può consegnare alla nazionale italiana il secondo Europeo della sua storia dopo quello vinto nel 1968 e far dimenticare la delusione per quello perso negli ultimi secondi contro la Francia dodici anni fa.

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