Pagellone 2011/12 - Wesley Sneijder: 5

Pagellone 2011/12 – Wesley Sneijder: 5


Quando lo scorso agosto Wesley Sneijder è sceso in campo nella Supercoppa Italiana, tutti pensavano che sarebbe stata la sua ultima partita con la maglia nerazzurra. Il numero 10 doveva essere sacrificato sull’altare del 3-4-3 gasperiniano che non prevedeva assolutamente la presenza di un trequartista. Invece, qualche settimana dopo è stato Samuel Eto’o a fare le valigie.

Sul rapporto tra Gasperini e Sneijder sono stati versati litri di inchiostro. I due non si trovavano e i risultati non hanno fatto altro che esasperare la situazione. Il ruolo di centrale non si addice a un talento come Wes, poco votato al sacrificio.

Chissà cosa avrà pensato l’olandese quando ha visto arrivare sulla panchina della sua squadra Claudio Ranieri, altro allenatore che, facendo del 4-4-2 il suo mantra, mal digerisce un ispiratore dietro le punte. I rapporti sono stati sicuramente migliori rispetto alla gestione precedente, ma i momenti di tensione non sono mancati.

Sono cominciati, poi, i problemi fisici, culminati nel pesante infortunio del 19 novembre. In realtà non doveva trattarsi di nulla di particolarmente preoccupante, ma Ranieri e il suo staff decidono di non rischiarlo fino al derby di gennaio. Nel frattempo la squadra decolla. Ci si chiede se l’olandese sia davvero utile.

Solo con Stramaccioni le cose andranno molto bene. Il giovane allenatore capisce subito che una formazione con un tasso tecnico basso come l’Inter di quest’anno non può privarsi del suo numero 10. Con Strama, Snejider smette di twittare e torna il giocatore che tutti conosciamo. Nell’importante sfida con l’Udinese realizza una doppietta, il doppio dei gol che aveva segnato con Gasp e Ranieri messi insieme, chiudendo la stagione con 20 presenze e 4 reti.

Purtroppo qualche ottima partita non può riscattare un anno intero. Non può neanche togliere al tifoso interista il dubbio che Wes si sia risparmiato per altri colori: quelli della sua amata Olanda. Il feeling con Strama potrà comunque essere l’arma vincente per il prossimo anno.

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