Uno sguardo sulla 36^giornata di A

Uno sguardo sulla 36^giornata di A


Un mercoledì sera surreale, quello che è andato a completare la 36^giornata di serie A, apertasi il 1° maggio con lo 0-0 della Roma contro il Chievo nella piscina del “Bentegodi” e con il 2-0 del Napoli al Palermo (reti di Cavani e Hamsik, ndr).

L’episodio simbolo è senza dubbio quello avvenuto a Firenze. Dopo 30 minuti, con la Viola in svantaggio 2-0 con il Novara, sotto i colpi di Jeda e Rigoni, Delio Rossi decide di effettuare una sostituzione punitiva: fuori l’inconcludente Ljajic, dentro Olivera. Il giovane serbo non la prende bene e applaude ironicamente la decisione del tecnico riminese che, mosso da un raptus da hooligan, si scaglia sull’insolente moccioso. La Fiorentina pareggerà nel secondo tempo con una doppietta di Montolivo ma a fine partita arriverà l’inevitabile esonero di Rossi.

Anche il “campo” non ha fatto mancare la sua dose di nonsense; a Torino, una Juventus in vantaggio di un gol contro il Lecce grazie a Marchisio e di un uomo (espulso Cuadrado, ndr) si fa incredibilmente raggiungere a causa di uno sciagurato controllo di Buffon che, posseduto dallo spirito di Tafazzi, regala la palla dell’1-1 a Bertolacci.

Il Milan non si lascia scappare l’occasione e “recupera un break”, battendo l’Atalanta con un gol per tempo: apre Muntari, chiude Robinho. Rossoneri a un punto dalla Juve e corsa scudetto teoricamente riaperta; i “gobbi” infatti nelle prossime due partite dovranno vedersela con un Cagliari già salvo sul neutro di Trieste e con l’Atalanta in casa all’ultima giornata. Il finale sembra scontato come un film a luci rosse, ma una delle poche cose positive di questo campionato del ciapanò è che nessuno regala niente a nessuno.

Restando in tema, Inter e Lazio pregiudicano le loro ambizioni Champions perdendo contatto dal terzo posto. I nerazzurri, in vantaggio con Sneijder, vengono travolti dall’uragano Lucio che in 3 minuti “regala” a Stramaccioni la prima sconfitta in carriera, prima facendosi soffiare il pallone da Giovinco che serve Marques per l’1-1, e poi tenendo in gioco la stessa formica atomica che batte Julio Cesar; il 3-1 è dell’ex Biabiany.

La Lazio non va oltre l’1-1 interno contro il Siena di Mattia Destro, arrivato all’undicesima marcatura stagionale; il pareggio arriva dal dischetto con Ledesma.

Chi tiene il passo del Napoli è l’Udinese che vince, soffrendo, a Cesena (che sbaglia un rigore con Mutu, ndr) con il primo gol in serie A di Fabbrini. Gli azzurri tuttavia sono padroni del proprio destino. Con due vittorie contro Bologna e Siena sarà di nuovo “decempions” (cit.).

Il Genoa torna alla vittoria dopo 14 partite sul neutro di Brescia; due a uno al Cagliari con rete iniziale di Palacio, pareggio di Ariaudo e terrificante sassata su punizione di Jankovic. Un’altra bordata da fuori aerea, di Ramirez, consente al Bologna di espugnare Catania.

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