Le parole di Stramaccioni alla vigilia di Fiorentina-Inter

Le parole di Stramaccioni alla vigilia di Fiorentina-Inter

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Domani, alle ore 12.30, l’Inter affronterà la Fiorentina allo stadio “Artemio Franchi”, nella gara valida per la 34^giornata di serie A.

In diretta dalla sala stampa del centro sportivo “Angelo Moratti”, vi proponiamo le dichiarazioni rilasciate da mister Stramaccioni nella consueta conferenza della vigilia.

Che Fiorentina ti aspetti? Da quando è arrivato Delio Rossi, la squadra ha avuto risultati altalenanti ma con le grandi ha sempre dimostrato di essere viva…

“La Fiorentina, al di là delle difficoltà di classifica, viene da risultati positivi. Ha vinto in casa del Milan e ha fatto comunque una prestazione solida con il Palermo. Vogliono tirarsi fuori dalla zona calda e Firenze non è mai un campo facile, anche dal punto di vista ambientale”.

Che squadra ritroviamo dopo la sosta forzata dello scorso weekend?

“L’Inter sta bene. C’è grande voglia di lavorare e ci siamo preparati bene in vista delle prossime partite. C’è un giusto mix di entusiasmo e concentrazione, poi dovremo concretizzare sul campo. Aver recuperato giocatori importanti poi ci ha dato una spinta in più”.

Per la prima volta avrai a disposizione Sneijder. Temi di avere gli stessi problemi di Ranieri nell’inserimento in squadra dell’olandese?

“Un giocatore come Sneijder non può essere un problema. Ha delle caratteristiche uniche nella nostra rosa e l’unico problema può essere dettato dalle sue condizioni fisiche. Vedremo quanti minuti ha nelle gambe ma per me è importante avere giocatori di qualità alle spalle della prima punta”.

Hai parlato molto con Wesley. Farai lo stesso lavoro mentale che hai fatto con Zarate?

“Gli ho solo ricordato la nostra vittoria sul suo Ajax (sorride, ndr). Al di là delle battute, Wesley è un valore aggiunto e vedremo domani sul campo se darà la risposta che ci aspettiamo”.

Maicon come sta?

“A livello di condizione sta un pochino meglio di Sneijder ma dobbiamo valutare ogni cosa insieme al dottore per evitare di perderlo nuovamente”.

Cambierai qualcosa nelle prossime due gare, considerando che affronterai due mostri della tattica come Rossi e Guidolin?

“Saranno partite stimolanti dal punto di vista tattico. Non sono un integralista, difendo solo la mia idea di gioco. L’abilità di un allenatore sta proprio nel riuscire a mantenere il proprio credo calcistico anche contro squadre che possono mettere in difficoltà”.

Con il ritorno di Sneijder c’è la tentazione di passare al 4-2-3-1? Magari chiederai a qualcuno di sacrificarsi in una posizione insolita come fece Mourinho con Eto’o?

“Dobbiamo solo mettere i giocatori nella condizione migliore di esprimersi. In tanti si stanno già adattando alle mie esigenze e se ci sarà bisogno il singolo si metterà a disposizione del gruppo”.

Guarin potrebbe giocare dal primo minuto?

“Fredy sta bene e sta raggiungendo la condizione ideale. Con lui stiamo facendo un lavoro specifico anche fuori dal campo. Il suo problema era solo quello di tornare ad avere il motore rodato. Darà sicuramente il suo contributo nelle prossime partite”.

Ranocchia come sta psicologicamente? Giocherà lui al posto di Samuel o gli preferirai Chivu?

“Non devo farmi influenzare da quello che ha fatto Andrea prima che arrivassi io. E’ un giocatore importante per noi e con il Cagliari ha fatto bene. Nella mia idea lo preferisco abbinato a un difensore con caratteristiche diverse da quelle di Lucio. Se dovesse giocare Chivu, comunque, non sarebbe per mancanza di fiducia nei confronti di Andrea. La Fiorentina ha perso la sua punta di peso quindi Cristian potrebbe essere più adatto”.

Cosa possono offrire i senatori in questo finale di stagione rispetto ai giovani?

“A me è stato chiesto di vincere e proverò con tutte le mie forze ad aiutare la squadra a centrare l’obiettivo terzo posto. Da quando sono arrivato ho deciso di seguire la mia idea di gioco e vedere con i miei occhi il valore di giocatori che prima avevo visto solo in tv o da dietro una siepe. Il mio compito è mettere in campo l’Inter migliore, senza guardare la carta d’identità. In questo momento siamo concentrati sui risultati e se penso di fare bene con Zanetti, metto Zanetti. Poi i discorsi di programmazione non vanno fatti oggi. Non dobbiamo equivocare: Cambiasso non va in campo perchè ha fatto la storia dell’Inter ma perchè oggi è il miglior interno sinistro che ho a disposizione”.

Il rinvio di domenica scorsa ha compresso il calendario. Avrete 5 partite in 15 giorni. Cambierà qualcosa nella gestione del lavoro e della rosa?

“Inciderà parecchio perchè si ha molto meno tempo per lavorare sul campo. Diventa più difficile gestire la preparazione della gara, ma è così per qualsiasi squadra. Abbiamo quasi tutti gli elementi della rosa a disposizione e Samuel sta recuperando a tempo di record. Ovviamente qualcosa cambierà ma siamo nelle migliori condizioni per fare bene”.

Con il ritorno di Maicon, potremo rivedere sulla destra l’asse con Zanetti che ha fatto le fortune dell’Inter negli ultimi anni?

“Sicuramente, è una buonissima abbinata che garantisce pericolosità ed equilibrio. Ma è difficile parlare di una coppia escludendola dal contesto di squadra”.

Stasera vedrai Barcellona-Real Madrid?

“In questo momento l’Inter occupa tutta la mia testa”.

Pazzini troverà spazio nelle prossime partite, considerando che si giocherà ogni 3 giorni?

“Giampaolo sta benissimo e si allena con un impegno incredibile. E’ molto motivato e in questo l’Inter ha una grande fortuna. Possiamo permetterci di fare delle scelte. Quella di lasciare in panca Giampaolo è dolorosa ma è un grande professionista e ci darà sicuramente una mano, come ha fatto quando è entrato in campo contro Cagliari e Siena”.

Hai letto le dichiarazioni di Dolcetti, l’allenatore della Primavera del Milan, secondo cui la scelta di affidarti la panchina dell’Inter sarebbe casuale più che logica?

“Finalmente qualcuno che critica il presidente (sorride, ndr). Mi hanno accolto tutti benissimo e ci può stare che qualcuno non condivida la scelta fatta, soprattutto se si trova dall’altra parte della barricata. Rispetto le dichiarazioni del mister ma i cavalli si giudicano sempre a fine corsa”.

Hai la sensazione che i prossimi 180 minuti saranno decisivi per la corsa al terzo posto?

“Sicuramente le partite di Firenze e Udine hanno un coefficiente altissimo di difficoltà e potrebbero risultare decisive. Il campionato, però, è equilibrato e dobbiamo ragionare sulla singola partita perchè si potrebbe decidere tutto negli ultimi 90 minuti. Le cose cambiano rapidamente. Quando sono arrivato il terzo posto sembrava un miraggio, ora ci crediamo. In ogni caso teniamo un profilo basso e lavoriamo per raggiungere il nostro obiettivo”.

Gli italiani della rosa si stanno un po’ perdendo rispetto all’anno scorso, quando l’Inter aveva deciso di puntare su Ranocchia e Pazzini…

“In questa situazione non abbiamo carta d’identità, quindi non mi interessa la nazionalità così come non m’interessa l’età. Capisco il discorso del progetto ma ora come ora dobbiamo vincere e basta. Non tengo in conto nessuna delle variabili che mi avete elencato. Metterò sempre in campo gli uomini che stanno meglio”.

Avete lavorato sull’assetto difensivo per migliorare la risposta sui calci piazzati?

“Come imprinting iniziale abbiamo lavorato molto sulla fase di possesso passa, e penso si sia visto. E’ ovvio che finora abbiamo concesso troppo sui calci piazzati, quindi stiamo lavorando per migliorarci anche su quello”.

Sarà possibile vedere Alvarez nei tre di centrocampo?

“Da interno no. Non è un’ipotesi da escludere in assoluto, ma ci vuole tempo”.

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