Eto'o, un ritorno che non s'ha da fare

Eto’o, un ritorno che non s’ha da fare

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Partito in estate alla volta della Russia dove l’aspettavano i milioni del magnate Kerimov, Samuel Eto’o non è soddisfatto della scelta fatta e pare che stia pensando seriamente di tornare a giocare senza pensare troppo ai soldi.

L’Anzhi Makhachkala, in campionato distante anni luce dalla capolista Zenit San Pietroburgo e in corsa solo per un posto nella prossima Europa League, sta stretta al Re Leone che, stando ad alcune voci, sentirebbe non poco la mancanza di Milano e in particolare dell’Inter. Finora, Eto’o ha collezionato 17 presenze segnando 8 gol tra campionato e coppa nazionale. Le promesse di rendere grande l’Anzhi da parte di Kerimov, non sono state fin qui mantenute, e la stagione calcistica dei russi si chiuderà con tutta probabilità nel più totale anonimato. Per un tipo come Samuel Eto’o, abituato a vincere ogni anno qualcosa di importante recitando una parte da protagonista, soldi a parte, sembra non essere più un’esperienza stimolante.

Come spesso succede, quando un grande campione lascia una squadra dove è leader assoluto per un’altra dove trova poca fortuna, la prima idea che viene in mente per tornare protagonisti, è quella di fare ritorno alla base. Un po’ come successe ad Andriy Shevchenko con il Milan dopo che fallì nell’esperienza al Chelsea, o anche allo stesso Kaka’, più volte vicino al ritorno in rossonero da Madrid. Ecco che l’Inter sarebbe la prima ipotesi per il futuro di Samuel Eto’o, se non fosse per alcuni aspetti da non sottovalutare. Partito per Makhachkala facendo recapitare in corso Vittorio Emanuele un assegno da 28 milioni di euro, l’Inter, per il camerunese, sarebbe disposta ad investirne meno della metà. In questo senso, il magnate Kerimov difficilmente accetterebbe un’operazione del genere, né tanto meno quella di un prestito. Altro particolare da non trascurare, lo stipendio percepito attualmente da Eto’o: circa 20 milioni di euro netti all’anno. Per tornare in nerazzurro, questo dovrebbe essere decurtato almeno del 70 % e, conoscendo Samu, pare impossibile. Supponiamo il fatto che si possano realizzare tutte queste ipotesi pressoché fantasiose: qualora Eto’o dovesse tornare in nerazzurro, che fine farebbe il rinnovamento tanto invocato puntando su giovani di valore?

Forse sarebbe il caso di staccare definitivamente quel cordone che collega l’Inter al suo glorioso passato e ai protagonisti che l’hanno reso tale. Da Eto’o a Mourinho, perché no passando anche per Balotelli e Oriali. La vita va avanti così come il calcio, magari progettando un percorso meno glorioso e costernato da trofei, ma ugualmente intrigante e degno di essere vissuto fino alla fine.

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