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Un 2012 “Principesco”

16 delle sue 20 reti in questo campionato le ha segnate nel 2012. Gli mancano altri 2 centri per eguagliare la stratosferica stagione del Triplete.

Dopo un 2010-2011 travagliato, concluso con soli 5 gol in campionato (8 in totale) e costellato da una serie infinita di infortuni, Diego Milito ha ritrovato la vena realizzativa dei tempi migliori. Gli errori a ripetizione sotto porta avevano fatto dimenticare a tutti le meraviglie del vero Principe. Adesso, però, l’Inter può contare su un giocatore completamente ritrovato.

Quest’anno la musica è sembrata da subito diversa. Già Gasperini aveva provato a rivitalizzare il numero 22 nerazzurro; si prospettava un ritorno ai vecchi tempi di Genova, quando Diego viaggiava a medie incredibili (26 reti in 32 presenze, tra campionato e coppa) proprio con il tecnico di Grugliasco in panchina. Il 3-4-3 voluto da “Gasp” sembrava l’habitat ideale per un animale d’area di rigore come Milito. Invece i risultati, sia per il tecnico sia per il giocatore, sono stati assai modesti.

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Con Ranieri la situazione dell’attaccante argentino ha vissuto correnti alterne; il posto da titolare è sembrato sempre in dubbio per la presenza di Pazzini, altra prima punta, e per le convinzioni del tecnico sulla posizione di Sneijder, pesante da sostenere come trequartista a supporto di due centravanti. In ogni caso l’apporto di Milito è stato importantissimo nel filotto delle 7 vittorie consecutive. Da ricordare la perla nel derby e il poker rifilato al Palermo.

Andrea Stramaccioni sembra essere partito alla guida della Beneamata con pochi ma decisi punti fermi: tridente in attacco con il ruolo di punta centrale affidato all’attaccante del Bernal. Il Principe non si è fatto attendere realizzando una tripletta all’esordio del nuovo tecnico contro il Genoa, il gol del momentaneo 1-1 contro il Cagliari e la doppietta decisiva nella rimonta contro il Siena. Con un Diego Milito in questa condizione è d’obbligo sperare nel terzo posto.