Tre punti fondamentali per continuare a sperare

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La vittoria ottenuta in rimonta contro il Siena e i risultati arrivati dagli altri campi (sconfitte contemporanee di Udinese, Lazio e Napoli) rimettono l’Inter in corsa per il terzo posto.

Stramaccioni, alla sua terza uscita, conferma il 4-3-3 ma cambia le carte in tavola rispetto al match di Trieste: in difesa rientrano Lucio e Julio Cesar, a centrocampo spazio a Obi al posto di Guarin, mentre in attacco Alvarez viene preferito a Forlan. Fin dal fischio d’inizio la squadra dà l’impressione di essere in giornata. L’Inter tiene in mano il pallino del gioco e si fa vedere spesso dalle parti di Pegolo ma, come spesso è accaduto in questa stagione, alla prima disattenzione difensiva arriva il gol degli avversari. E’ il sesto minuto di gioco e Samuel ingenuamente si fa soffiare il pallone da D’Agostino, Julio Cesar è miracoloso sulle conclusioni ravvicinate di Destro e Brienza, ma non può far nulla sullo stesso D’Agostino. Uno a zero Siena e San Siro inizia a rumoreggiare.

L’Inter, però, non perde la testa, continua a fare il suo gioco e ricomincia a creare occasioni da rete. Intraprendente Zarate, che sembra un lontano parente di quello schierato da Ranieri a Marsiglia, un po’ meno Alvarez, arrugginito dal lungo infortunio.

Al minuto ventiquattro viene annullata la rete del pareggio a Cambiasso per posizione di fuorigioco, ma il gol dell’1-1 è solo rimandato. In chiusura di primo tempo Samuel è costretto ad abbandonare il campo per un problema all’adduttore, al suo posto Nagatomo che va a coprire il ruolo di esterno sinistro, con Chivu che scala al fianco di Lucio. Pochi minuti dopo il Principe approfitta di un errore di Pesoli e insacca di testa, mandando la squadra negli spogliatoi con un pareggio meritato.

Nel secondo tempo è puro dominio dell’Inter. Milito è il più pericoloso dalle parti di Pegolo ma i nerazzurri ci provano anche con i tiri da fuori di Stankovic e Alvarez, senza però trovare la rete. Stramaccioni decide di giorcarsi le ultime carte: prima fuori Obi per Poli e poi Alvarez per Pazzini. I nerazzurri sono alla continua ricerca dell’episodio che possa sbloccare la gara. Episodio che arriva a dieci dalla fine quando Nagatomo, dopo una lunga cavalcata sulla fascia sinistra, viene trattenuto in area di rigore da Mannini. Romeo non ha dubbi: calcio di rigore. Dal dischetto il Principe spiazza Pegolo. L’Inter esce da San Siro tra gli applausi del suo pubblico e con tre punti in tasca che hanno un sapore di speranza.

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