Guarin, buona la prima

Guarin, buona la prima

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Nell’incredibile successo casalingo di domenica contro il Genoa, vittoria che mancava in casa dal 22 gennaio scorso (Inter-Lazio 2-1, ndr), gli occhi di tutti erano puntati su Andrea Stramaccioni, all’esordio sulla panchina nerazzurra. Il match contro il Grifone, però, ha regalato al pubblico di San Siro anche un’altra “prima” illustre: quella di Fredy Guarin.

Il colombiano ex Porto, arrivato al fotofinish nel mercato di riparazione di gennaio, è rientrato dopo un infortunio (lesione al polpaccio, ndr) che lo ha tenuto lontano dai campi per parecchi mesi e, pur disputando pochi minuti di gara, ha fatto vedere già molte delle sue qualità, dimostrando di poter essere importante per questa Inter e di poter dare una mano nelle ultime gare di campionato.

Nella mezz’ora in cui è stato in campo, Guarin ha dato un saggio del suo repertorio: buon dinamismo, grande forza fisica, coraggio nelle giocate, abilità negli inserimenti; il tutto senza sacrificare la qualità. Caratteristiche che, visti i recenti problemi della squadra, possono solo far comodo alla mediana interista.

Il centrocampista di Puerto Boyacà è atteso comunque da un percorso non facile: il tempo a disposizione per dimostrare di meritare la maglia nerazzurra non è molto e gli 11 milioni chiesti dal Porto per il riscatto sono un ostacolo ulteriore in ottica conferma. Fredy, però, ha tutte le carte in regola per recitare un ruolo da protagonista nell’Inter e può contare sul fatto che, a parità di ruolo e di prezzo, il mercato europeo non offre molte alternative di livello.

La speranza è che otto partite siano sufficienti per la trasformazione da “meteora” a “centrocampista del futuro”. Con questo Poli e con il Guarin visto ai tempi del Porto, infatti, l’Inter si garantirebbe due mattoni di assoluto valore per iniziare la costruzione di un nuovo ciclo.

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