Il supplizio di Tantalo

Il supplizio di Tantalo


L’Inter torna a fare punti. Sarebbe meglio usare il singolare, ad essere pignoli, ma quando sei reduce da cinque sconfitte consecutive è difficile credere che sia così. L’Inter dei record negativi riesce nell’obiettivo di raggiungere i 541 minuti senza gol. Peccato che i numeri non siano capaci di dire che in quei cinquecento e passa minuti l’Inter in realtà a fare gol non ci abbia neanche provato. Ci tocca credere che un giudice del Guinness World Record avrebbe annullato il record.

Il punto prezioso arriva grazie alla scossa data dal portiere: non Julio Cesar col suo fantomatico discorso che, a giudicare dal mesto ingresso in campo dei nerazzurri a inizio ripresa, non ha sortito poi l’effetto sperato e ora decantato. Parliamo di Carrizo che, evidentemente impietosito dallo stato di forma calamitoso dei suoi connazionali, con papera epica riesce a rovinare l’impresa degli obiettori del gol interisti, prima di subire il definitivo pareggio proprio da uno di loro, Milito, relegato in fascia per lasciar spazio in mezzo al tutt’altro che implacabile Pazzini, capace di mancare il gol anche a un metro dalla porta (di fatto) sguarnita.

Se ai gol del Principe, anche in una stagione tragica come questa, siamo piuttosto abituati, c’è un altro argentino che è riuscito a sorprenderci con qualcosa di insolito: l’uscita di Cambiasso dal campo tra gli applausi (per quelli che per loro fortuna non assistevano alla gara, “non esprimevano apprezzamento”, per usare un eufemismo) ricorda a un pò di gente, Moratti e Branca su tutti, che la riconoscenza è un valore di cui non si deve abusare.

Identica sorte, anche se con meno riconoscenza, per il compagno di reparto di Palombo, passato dall’essere un tiratore di calci a ritenersi un tiratore di calci piazzati con risultati quantomeno rivedibili, che lascia il posto all’inspiegabilmente ostracizzato Poli, l’unico nella rosa nerazzurra ad avere attualmente sembianze da centrocampista. Fatto sta che dopo l’uscita del tandem titolare di centrocampo l’Inter riagguanta la gara. Magari è solo sfiga, ma forse prima di parlare di AVB (che non sta per Andiamo Verso la B, ve l’assicuriamo) si dovrebbe mettere qualche pezza altrove.

Al triplice fischio finale, la sensazione è che siamo ancora fin troppo lontani dalla fine del supplizio, che ricorda quello inferto a Tantalo, semidio greco, punito per le offese agli dei con l’impossibilità di godere delle meraviglie che lo circondavano. Stessa sorte il tifoso interista che, dopo aver respirato la rarefatta aria dell’Olimpo, si è ritrovato d’un tratto sprofondato nell’Ade della metà classifica, impilato all’albero della mediocrità, costretto a soffrire in un campionato di basso profilo, istigato dalle rare perle divine dei pochi fuoriclasse che vestono la maglia nerazzurra, incapaci di far miracoli tra quelli che i greci avrebbero considerato mortali fin troppo comuni.

Ma se Tantalo pagava per i suoi sbagli, quali sono le colpe dei tifosi interisti? Diteci quale dio abbiamo offeso e siamo prontissimi a fare ammenda.

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