Ancora Gasperini: "Mi aspettavo sostegno"

Ancora Gasperini: “Mi aspettavo sostegno”


Puntuale come un orologio svizzero, dopo ogni momento di difficoltà dell’Inter, Gian Piero Gasperini se ne esce con qualche dichiarazione con l’unico scopo di buttare altra benzina sul fuoco. Ci immaginiamo il tecnico di Grugliasco che se la ride sotto i baffi, senza nessun rispetto per chi, comunque, gli ha dato una grossa chance.

Intervistato da Sky, ha avuto ancora il coraggio di difendere la sua difesa a tre, forse perchè il suo successore ha deciso di adottarla nell’ultima gara di campionato. Se l’Inter si è parzialmente rialzata lo deve in gran parte alla difesa a quattro. Ma il Gasp è pronto ancora a negare l’evidenza. “Per troppo tempo ha fatto comodo parlare delle sconfitte e sulla difesa a tre. Si è parlato tanto a sproposito: sì, è vero, siamo partiti male, abbiamo perso tre partite in un campionato dove ce ne sono 38”  ha dichiarato.

Subito dopo ha rincarato la dose, colpendo la dirigenza: “E’ stato il trionfo degli alibi buttati addosso a me. Non avevo mai conosciuto né Moratti né Branca. Non sono arrivato quindi per amicizia. Mi hanno scelto per la mia carriera, perché avevano creduto che potessi andare bene. Mi aspettavo più sostegno. Anche quello dei giocatori vecchi è un alibi che cade. Pirlo, ad esempio, ha quell’età e gioca con la Juve e in Nazionale. L’ambiente li porta a fare grandi cose positive e grandi cose negative; c’è una mancanza di equilibrio. Il triplete è nato anche grazie ad una serie di coincidenze, ma in questo momento si fatica. Quello che ha fatto Mourinho è irripetibile. Forza Juve o forza Inter? Mi serve un’altra squadra. Forza Genoa si sicuramente“.

E’ normale che quando si viene esonerati in un primo momento il rancore prenda il sopravvento sugli altri sentimenti. Non che, a distanza di mesi, Gasperini debba provare riconoscenza nei confronti dell’Inter, ma almeno potrebbe ricordarsi che Moratti gli ha permesso di allenare la squadra campione del mondo facendolo salire sul palcoscenico della Champions League. Su un aspetto duole ammettere che il tecnico ha ragione: l’Inter non può tutti gli anni partire con un allenatore che viene delegittimato più o meno pubblicamente dopo le prime difficoltà. Una società forte è la conditio sine qua non per una squadra competitiva. Stiamo attendendo con ansia, comunque, anche le prossime dichiarazioni di Benitez. E’ un pò che non si cimenta nello sport nazionale per eccellenza: parlar male dell’Inter.

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