Lo scarabeo nerazzurro

Lo scarabeo nerazzurro


Stavolta l’illusionismo interista ha raggiunto livelli impensabili. Stavolta i tifosi nerazzurri avevano creduto veramente che si fosse evitata la sconfitta. Sembrava davvero possibile che per una sera non fosse comminata l’indigesta frittata difensiva.

E invece il colpo di genio di Chivu era dietro l’angolo: disattenzione in marcatura sul calcio d’angolo che avrebbe dovuto essere lo scialbo epilogo della più classica delle partite “dello 0 a 0”. Insomma, il classico errore di un giovane ultratrentenne. L’Inter soccombe ancora contro una squadra di basso profilo. La mediocrità dei francesi rende ancor più umiliante l’ennesima beffa ai danni dei nerazzurri, ma al tempo stesso mantiene vive le speranze per il passaggio del turno. Ma chissà se al di là del “dovere” e della fedeltà del buon tifoso c’è davvero da sperare nella qualificazione.

E dire che l’impostazione tattica, frutto dell’amara constatazione che finalizzatori in una squadra che non crea servono ben poco, data da Ranieri alla squadra ci aveva convinti (o almeno aveva convinto chi vi scrive). L’idea di stare bloccati dietro e ripartire in contropiede con giocatori veloci era l’unica plausibile per una squadra che non trova ispirazione nemmeno nei pochi uomini di talento (l’ennesima prestazione ignobile di Sneijder è emblematica). Se poi l’unica seconda punta (o presunta tale) rapida (o presunta tale) in rosa (o presunta tale) nerazzurra è un inetto che fa rimpiangere il calcio saponato – non a caso in quel di Marsiglia – di Oba Oba Martins è difficile ascrivere particolari colpe al tecnico.

Certo ci sarebbe piaciuto vedere Poli in campo in luogo di almeno uno dei due repellenti Chivu e Stankovic, ma la realtà è che sulla gelida panchina nerazzurra la coperta a disposizione di Ranieri è fin troppo corta. L’Inter ricorda lo Scarabeo. Non l’animaletto che porta fortuna; di quella neanche a parlarne. Ma quel gioco nel quale gli avversari si sfidano nel comporre parole con le tessere che pescano. Ranieri ogni settimana si ritrova a dover schierare undici lettere che non potranno mai e poi mai formare una vera parola dal senso compiuto. Magari qualche sigla o qualche parolina ogni tanto, ma mai abbastanza per vincere la partita.

Peccato che Ranieri non stia davvero giocando a Scarabeo. Almeno se fosse in possesso di sole consonanti, potrebbe provare a cambiarle tutte.

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