Déjà vu novarese. L'Inter ripiomba nel tunnel

Déjà vu novarese. L’Inter ripiomba nel tunnel


Il Novara, ultimo in classifica, corsaro al Meazza contro l’Inter. Roba da non crederci. I nerazzurri attaccano per quasi tutti i novanta minuti, ma ai ragazzi di Mondonico basta una prodezza dell’airone Caracciolo per portare a casa i tre punti. Nel primo tempo l’arbitro Russo nega un rigore abbastanza clamoroso alla Beneamata. Il tifoso nerazzurro, però, più che arrabbiato per gli ennesimi torti subiti, è avvilito dall’incapacità di segnare della propria squadra.

La partita comincia con l’Inter che prova a costruire e il Novara che limita a difendersi. Per il gol sembra solo questione di minuti. La porta di Ujkani è il bersaglio del fuoco incrociato di tutti i migliori tiratori nerazzurri. Ma la rete non arriva. Al 35’ l’episodio che poteva cambiare il corso della partita: Poli è atterrato in area da Garcia. Per tutti è rigore, per Russo no.

Solito cambio di Ranieri all’intervallo: fuori Alvarez, dentro Pazzini. Il leit motiv della sfida è lo stesso del primo tempo fino al 10’, quando Caracciolo trova un gran gol in ripartenza. Il sinistro a giro dell’airone è veramente notevole. L’Inter prova a reagire ma non è proprio giornata. Al 17’ entra anche Forlan. La sua partita sarà ricordata per la serie incredibile di cross sbagliati. Sneijder colpisce la parte interna della traversa alla sua ennesima conclusione (saranno almeno dieci quelle dell’olandese). All’ultimo respiro Pazzini ci prova da posizione ravvicinata, ma Ujkani è fortunato e riesce a fermare il pallone aiutandosi anche con il piede. Niente, la palla non vuole saperne di entrare. Festeggiano Mondonico e il Novara in un attonito Meazza.

Inutile sottolineare che questa sconfitta non ci voleva, che l’Inter è stata anche sfortunata, che l’arbitro ha le sue colpe, che Ranieri ha sbagliato formazione iniziale e cambi. Ormai da fine agosto facciamo sempre i soliti discorsi con la parziale eccezione di un breve periodo tra fine novembre e inizio dicembre in cui tutto andava bene. La realtà è che ci sarà da soffrire perché questa squadra non è più quella di due anni fa. Il terzo posto è lontano sei punti, non sono pochi ma neanche troppi. Però, per favore, non si parli più di scudetto.

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