Quando il poker non basta

Quando il poker non basta


Minuto 87: Milito esce dal campo per quella che doveva essere una passerella per l’eroe di giornata. Non è così. L’espressione dell’argentino è quella di chi alle World Series vede il suo poker d’assi battuto da una scala reale. Inter-Palermo non decretava il campione del mondo, ma l’importanza della partita era cruciale, sia sotto l’aspetto psicologico che sotto quello meramente punteggistico. I boati nerazzurri al momento dei gol subiti dal Milan sono il quadro del disagio e della confusione dell’ambiente interista in questa stagione: speranze di grandezza smorzate dal brusco realismo. A San Siro neanche lo spettacolo degno di “Holiday On Ice” messo in piedi da Milito basta per ritrovare i 3 punti contro un Palermo che, in trasferta nella nevosa Milano, pareva più fuori luogo di Totò in Piazza Duomo.

L’approccio di Ranieri alla gara nel gergo pokeristico si definirebbe ‘tight aggressive‘: squadra molto compatta ma pronta a ripartire con tutti i suoi uomini. Il miglior interprete della strategia del mister è Poli, troppo presto messo da parte, che unisce brillantemente capacità di interdizione e pericolosità in zona d’attacco fino allo stremo delle forze, rendendo possibile un 4-3-1-2 in cui finalmente Sneijder è libero di agire con efficacia nel suo ruolo. Tuttavia nel corso della gara Ranieri, seguendo fedelmente i dettami dell’alta politica, abolisce per l’olandese il posto fisso e lo sballotta in giro per il campo, senza però mettere i bastoni tra le ruote a manovre d’attacco insolitamente fluide. I problemi sono nel reparto difensivo dove il talentuosissimo Ranocchia per compiere il definitivo salto di qualità necessiterebbe più del rigore di Samuel che del pressappochismo di Lucio, responsabile della perdita di almeno tre punti in due gare.

L’impressione è che in questo momento l’Inter possa essere solo un ‘bluff catcher’, una mano che nel poker ha talmente poco valore da poter battere solo – appunto – un bluff. Il problema è che nelle zone della classifica, dove l’aria è rarefatta, bluff da battere non se ne vedono: la Juve è la vera vincitrice della giornata pur senza aver messo piede in campo, il Milan conferma la sua impotenza d’alta classifica contro la Lazio (concreta anche senza il bomber Klose) ma non sbaglia un colpo con le piccole e l’Udinese continua a volare sulle ali di un immarcescibile Di Natale.

L’andamento della stagione dipenderà dalle prossime gare: prima la difficile trasferta a Roma e le due sfide più facili – e forse proprio per questo più temibili – a San Siro con Novara e Bologna. Nel mezzo la Champions. E’ il momento di andare all in!

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