Bon Voyage

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Addio alle speranze di triplete.

No, neanche il più inguaribile degli ottimisti interisti ci credeva. Ma l’uscita dalla coppa che negli ultimi due anni si è colorata di nerazzurro lascia un pò di amaro in bocca per il modo in cui è maturata. A 364 giorni dalla rocambolesca vittoria nei quarti della Coppa Italia 2011 sempre al San Paolo (per effetto del “simpatico ed equo” regolamento, ndr) l’Inter gioca male ma meno male, soffre ma molto meno, crea poco ma molto di più rispetto allo scorso anno.

La pur pessima Inter di Ranieri scesa in campo ieri sera ha dimostrato comunque una propria identità e logica tattica, tutto quel che mancava alla squadra di “mister” Leonardo lo scorso anno. L’ennesimo episodio arbitrale sfortunato contro il Napoli (anche se “c’è stata una squadra che si può lamentare dell’arbitraggio: è il Napoli”, parola di Mazzarri, lo stesso che si rifiutava di parlare delle decisioni arbitrali il primo ottobre) nega a Milito la possibilità di battere il meritato rigore, dopo l’ottimo aggancio su illuminazione di Alvarez, molto più efficace del nervosissimo Sneijder, messosi in mostra più per i capricci da adolescente che per il talento che dovrebbe mettere a disposizione della causa, ben portata avanti dagli altri durante la sua assenza.

A regalare il vantaggio ai poco creativi partenopei ci pensa Thiago Motta, presente col corpo ma in partenza con la testa, che si dimentica di spazzare al limite dell’area, evidentemente distratto da quella “bella città” che è Parigi. Tanto si è parlato della sua possibile cessione, ma l’impressione è che l’italo-brasiliano, pericolosissimo nei dintorni dell’area di rigore avversaria (laddove la rosa nerazzurra abbonda di talento) ma privo di tempi e visione di gioco dietro la linea del centrocampo, non sia l’uomo adatto per la già confusionaria manovra nerazzurra. Sarebbe molto più profittevole sostituirlo con un regista a tutti gli effetti, magari scegliendo meglio rispetto a quando si è scelto di rimpiazzare Eto’o.

E allora “Bon Voyage, Thiago!”, salutaci Leonardo e digli che non ci manca. Preferiamo un altro allenatore al suo posto.

O semplicemente un allenatore.

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