Il pagellone 2011 (parte III)

Il pagellone 2011 (parte III)


 

Attaccanti:

PAZZINI 7,5 – E’ il colpo del mercato di gennaio: neanche il tempo di ambientarsi e, insieme a Eto’o, guida i compagni verso la rimonta (sfumata purtroppo sul più bello). Negli ultimi mesi del 2011 paga più di tutti la prevedibilità del gioco offensivo e la mancanza di rifornimenti dalle fasce, ma il bilancio del suo primo anno in nerazzurro è più che positivo.

MILITO 5 – Dopo innumerevoli occasioni fallite clamorosamente, il suo annus horribilis si chiude con un gol che sa di speranza: nel 2012 non ci aspettiamo certo di rivedere l’eroe del Bernabeu (sarebbe pura utopia) ma ci auguriamo che Diego, con le sue prestazioni, non cancelli il fantastico ricordo che ha lasciato il Principe di Madrid. Il credito di riconoscenza nei suoi confronti non si esaurirà mai, ma l’Inter ha bisogno di guardare al futuro.

FORLAN 6 – Sufficienza di stima più che giudizio oggettivo. Il Cacha arriva a Milano con il difficile (se non impossibile) compito di non far rimpiangere Samuel Eto’o. Il 3-4-3 di Gasperini prima e l’infortunio poi gli impediscono di ripagare la fiducia. Nell’anno nuovo dovrà mettercela tutta per dimostrare a tifosi e società che non si erano sbagliati sul suo conto.

ZARATE 4,5 – Tanto fumo e pochissimo arrosto (un gol e un assist). Quello che doveva essere il colpo last minute del mercato estivo si sta rivelando un fallimento. Sono bastati 4 mesi per far ricredere chi pensava che l’approdo in una grande squadra potesse risvegliare il suo orgoglio. Per guadagnarsi il riscatto avrebbe bisogno di un miracolo. Eterno incompiuto.

PANDEV 5 – Mettere la firma sulla vittoria più importante del 2011 nerazzurro (il 3-2 in casa del Bayern nel ritorno degli ottavi di Champions) non gli basta per ottenere la riconferma. In estate l’Inter, convinta che il macedone abbia già dato tutto sotto la gestione Mourinho, lo “regala” al Napoli. I primi mesi trascrosi all’ombra del Vesuvio sembrano dare ragione a Branca&Co.

CASTAIGNOS 6 – Troppo acerbo per misurarsi con la complessa realtà del campionato italiano. Gasperini prova a trasformarlo in un esterno d’attacco ma rischia solo di bruciarlo. Il giovane olandese è un centravanti, potenzialmente un buon centravanti, e lo dimostra con il gol decisivo segnato a Siena. Per crescere ha bisogno di giocare, possibilmente lontano dalle pressioni del Meazza.

ETO’O 9 – Senza l’addio, doloroso e inaspettato, di quest’estate sarebbe arrivata anche la lode per premiare il suo 2011 da favola. Fatichiamo ancora adesso a comprendere la scelta di abbandonare il calcio che conta per trasferirsi nella Russian Premier League. Ad Appiano lascia un vuoto incolmabile: era l’unico giocatore dell’attacco nerazzurro in grado di decidere le partite da solo.

Allenatori:

LEONARDO 7 – Con il suo arrivo si respira aria nuova alla Pinetina. Sfiora il colpaccio con una rimonta sensazionale ma, nel momento clou della stagione (contro Milan e Schalke 04), vengono a galla i suoi limiti. Ha comunque il merito di portare la squadra tra le prime otto d’Europa, di centrare l’obiettivo secondo posto e di conquistare la settima coppa Italia della storia nerazzurra.

GASPERINI 4 – Riesce nell’impresa di chiudere la sua avventura sulla panchina dell’Inter senza vincere nemmeno una partita. Il coraggio che dimostra nel portare avanti la sua idea di calcio si trasforma in presunzione quando si rifiuta di accantonare il suo progetto rivoluzionario nonostante le difficoltà palesate dalla squadra. La società non è immune da colpe ma lui fa l’impossibile per farsi cacciare.

RANIERI 7,5 – Siamo ancora lontani dalla completa guarigione, ma se riusciamo a intravedere la luce in fondo al tunnel il merito è soprattutto suo. Si conferma il “re degli aggiustatori” portando l’Inter dalla zona retrocessione al quinto posto e centrando la qualificazione agli ottavi di Champions League con un turno d’anticipo.

 

Alessandro Suardelli

 




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