L’identikit dell’Olympique Marsiglia

L’urna ha parlato: l’Inter affronterà l’Olympique Marsiglia. In un sorteggio dove le altri probabili avversarie erano Basilea, Lione, Bayer Leverkusen e Zenit San Pietroburgo, forse è stato pescato l’ostacolo più pericoloso. Gli uomini di Ranieri si giocheranno il passaggio ai quarti di finale di Champions scendendo in campo il 22 febbraio in Francia ed il 13 marzo a Milano.

I punti di forza della squadra di Didier Deschamps sono: il fattore campo, con lo stadio “Vélodrome” che si trasforma in una bolgia infernale, una difesa solida (basti pensare ai soli 4 gol subiti nel girone eliminatorio) e un attacco in grado di cambiare il corso della gara con i colpi di Valbuena, Remy ed Ayew.

Remy è una punta duttile e rapidissima, in grado di ricoprire più ruoli nel reparto offensivo. Campione di Francia con il Lione nel 2007, sembra aver acquisito negli anni maggior maturità e consapevolezza dei suoi mezzi. Valbuena è un centrocampista offensivo di soli 163 centimetri compensati da un dribbling secco ed un destro terribile. Andrè Ayew è un’ala dotata di grande tecnica e velocità, ha realizzato ben 19 reti in poco più di 50 match ed è il figlio di Abedi Pelè, giocatore del Torino dei primi anni ’90.

L’OM riflette il carattere di Deschamps e proprio questo aspetto ha permesso ai transalpini di arrivare agli ottavi di finale, ribaltando il risultato nella partita decisiva del girone F contro il Borussia Dortmund, passando dal 2 a 0 al 2 a 3, grazie alle marcature dei tre gioielli sopracitati. La squadra viene schierata con un 4-3-2-1 che, all’occorrenza, può diventare un 4-4-2 o un 4-3-3. In Ligue 1, Les Phocéens (le fenici) hanno un andamento mediocre e occupano l’ottavo posto con 25 punti, a -11 dalle capoliste PSG e Montpellier.

I precedenti non sono a favore della Beneamata. Negli unici due scontri europei contro i francesi, in occasione dei quarti di finale dell’edizione 2003/2004 di Coppa Uefa, l’Inter è stata sconfitta sia all’andata che al ritorno per 1 a 0, sotto i colpi di Drogba fuori casa e di Meriem a San Siro.

Francesco Carini

 

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