La conferenza di Ranieri alla vigilia di Inter-Cska Mosca

La conferenza di Ranieri alla vigilia di Inter-Cska Mosca


Domani, alle ore 20.45, l’Inter affronterà il Cska Mosca allo stadio “Giuseppe Meazza” di Milano, nell’ultima gara valida per la fase a gironi della Champions League 2011/12. In diretta dalla sala stampa del centro sportivo “Angelo Moratti”, vi proponiamo le dichiarazioni rilasciate da mister Ranieri nella consueta conferenza della vigilia.

L’Inter ha vinto meritatamente il suo girone ma è possibile che le due squadre di Manchester e il Chelsea si qualifichino come seconde. In ottica sorteggio preferirebbe evitare di incontrare subito un club inglese?

“Non preferisco nulla. Vorrei che la mia squadra fosse in condizione nei momenti topici. In Champions League il nome dell’avversario non conta un granchè, conta farsi trovare pronti”.

Raggiunta la qualificazione, qual è l’obiettivo dell’Inter in Champions?

“Adesso purtroppo ho altre cose a cui pensare e sono concentrato sul match di domani. Può sembrare una partita ‘sui generis’ ma io ci tengo a fare bene. Vincere significa far entrare dei soldi nelle casse della mia società e mantenere un buon punteggio nel ranking Uefa. Dobbiamo comportarci da professionisti. Non abbiamo lo stress del risultato ma abbiamo una motivazione importante, quella di risollevarci dopo una sconfitta. Ho spiegato ai ragazzi che voglio vedere una squadra che sa reagire. Mi aspetto una grande partita da parte nostra”.

Come si riparte dopo la brutta sconfitta di sabato?

“Dobbiamo dare delle risposte a noi stessi, alla società e ai nostri tifosi. Abbiamo preso una botta grande, grandissima. Ero convinto che avremmo fatto una bella partita e ottenuto un risultato positivo. Purtroppo non è stato così, ma non ci arrendiamo. Lavoreremo ancora di più per riportare la barca nella giusta direzione”.

Come si spiega il digiuno di Milito e Pazzini?

“Quando le cose non vanno come devono andare, i primi a rimetterci sono sempre gli attaccanti. Sono momenti normali nella carriera di un centravanti”.

Con l’Udinese mancavano 8 giocatori. Con tutti questi infortuni, quanto è difficile la risalita?

“Non avendo a disposizione tutta la rosa, le mie scelte in alcune circostanze sono obbligate. Ma non accampiamo scuse, bisogna saper reagire. Sono fiducioso perchè la squadra sa rialzarsi e questa è una cosa importantissima”.

In questo momento l’obiettivo in campionato qual è?

“La mia positività non viene scalfita. Non parlo di programmi futuri, ma essendo un ottimista di natura guardo sempre in alto”.

Rispetto all’anno scorso, Nagatomo è sembrato un po’ in calo. Come lo vede?

“Io lo vedo molto bene. L’ho sempre elogiato perchè è un ragazzo attento e cerca di fare tutto quello che gli si chiede. Il suo calo è in linea con quello della squadra”.

Qual è il bilancio dei suoi primi mesi sulla panchina nerazzurra?

“Aspetterei le ultime partite dell’anno per giudicare. Per quanto riguarda l’aspetto caratteriale, la squadra c’è: stiamo crescendo sia dal punto di vista fisico sia dal punto di vista mentale. Battere l’Udinese ci avrebbe dato una bella spinta, ma non ci siamo riusciti. Ogni volta che proviamo a rialzare la testa ce la spingono nuovamente sott’acqua. Noi, però, vogliamo respirare a pieni polmoni e alla fine ce la faremo”.

A differenza di altre squadre, nell’Inter i senatori sono sempre titolari. Perchè c’è questo mancato rinnovamento? C’è poca fiducia nei giovani o c’è un senso di riconoscenza nei confronti della vecchia guardia?

“C’è un po’ di tutto. Quando una squadra vince tutto quello che ha vinto l’Inter, ci vuole rispetto e riconoscenza. In ogni caso, però, il fatto che giochino sempre gli stessi è legato alle contingenze del momento. Sarebbe più facile inserire i giovani se il contesto fosse diverso. Bisogna saper aspettare il momento giusto”.

Secondo lei è meglio che Pazzini scenda subito in campo per rifarsi oppure gli farebbe bene un po’ di riposo?

“Ci penserò oggi pomeriggio. Per fortuna il calcio non ti permette di pensare: si gioca ogni 3 giorni e c’è subito la possibilità di rialzarsi”.

Come sta Coutinho?

“Sta bene e domani può giocare”.

Si è arrabbiato con Alvarez?

“Credo molto nel ragazzo e quando tengo a un giocatore è normale che io mi arrabbi. Pretendo tanto da lui perchè so quello che può dare. Dovrà preoccuparsi il giorno in cui non mi arrabbierò più”.

Ha sentito il presidente in questi giorni? Che stato d’animo c’è in società?

“Non ho parlato con il presidente, ma c’è molta serenità. Sappiamo che non è una stagione facile, ma siamo convinti che alla lunga ne verremo fuori”.

Quali sono le condizioni di Stankovic e Julio Cesar?

“A Julio volevo dare un turno di riposo anche perchè Castellazzi sta facendo molto bene e merita una chance. Stankovic ha fatto allenamento differenziato, ma dovrebbe esserci domani”.

A che punto è il recupero degli infortunati?

“Sneijder e Maicon dovrebbero essere disponibili per la partita di sabato contro la Fiorentina. Con Forlan vogliamo andarci piano perchè ha avuto un infortunio importante. Lui mi dice che è pronto e che non riesce a stare fuori, ma io devo tenerlo con le catene (sorride, ndr).

 

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