La ricetta di Ranieri: l'Inter torna alla normalità

La ricetta di Ranieri: l’Inter torna alla normalità

Share on facebook
Share on whatsapp
Share on twitter
Share on linkedin

Tutto “normalizzato”. Firmato, Moratti. Il Presidente si gode la prima vittoria in una gara ufficiale della sua Inter 2011-2012, arrivata con il secondo allenatore stagionale e ispirata dal primo centro di Giampaolo Pazzini alla prima presenza in campionato da titolare.

“Normalizzato”, appunto, non “normale”. L’Inter a un passo dalla zona rossa della classifica è una novità alla quale i tifosi della Beneamata vorrebbero disabituarsi in fretta. A favore dei nerazzurri, dei suoi tifosi, di Moratti e di Ranieri gioca una classifica mai come quest’anno corta, sintomo di un campionato anomalo già di partenza, che dopo appena quattro partite racchiude 16 squadre in 4 punti.

In testa c’è la Juventus, capace di stravincere all’esordio nel nuovo stadio così come di regalare l’unico punto in classifica al Bologna dieci giorni dopo. La sedicesima squadra è l’Inter, partita ad handicap per una concatenazione di cause che possono tranquillamente essere individuate nella scelta di un allenatore che da subito non ha convinto la società e in un mercato quantomeno confusionario.

Gasperini, da teorico del 3-4-3 si è dimostrato fondamentalista del modulo, difendendolo e riproponendolo anche nei momenti più difficili della sua breve gestione. Da Gasperini alla società, che gli cede Eto’o e Pandev, imprescindibili nel “3” offensivo e acquista, tra le 16.00 e le 18.30 del 31 agosto, Forlan e Zarate invece di, per dirne uno, Palacio: esterno, affamato di vittorie, a suo agio nel modulo dell’allenatore. Dalla società si torna a Gasperini e ad alcune sue scelte, discutibili per gli opinionisti dei salotti tv, indifendibili per i tifosi del bar. Chi glielo spiega, a loro, Pazzini sempre in panchina? Chi glielo spiega Muntari contro la Roma, a difendere lo 0-0? Chi glielo spiega Castaignos titolare a Novara.

“Un rischio eccessivo”, dice ancora il Presidente, e allora da Gasperini si va sul sicuro e si passa a Ranieri, che “normalizza” l’Inter. Ovvero schiera Pazzini e Forlan dove dovrebbero giocare sempre, inserisce un giovane bisognoso di mettere minuti nelle gambe in Serie A dove “normalmente” giocherebbe tale Sneijder, Wesley, campione di tutto nel 2010, per poco anche del Mondo con l’Olanda, e infine regala ai tifosi serate più tranquille spostando quel “4” dal centrocampo alla linea di difesa. Il risultato è che Pazzini segna, la difesa tutto sommato regge bene e arrivano i tre punti. Contro un Bologna fermo al punto regalato dalla Juventus, quella prima in classifica, e che per un buon quarto d’ora dopo il pareggio di Diamanti ha dimostrato di poter fare anche più male.

La statistica del tifoso dice che nel 99.9% dei casi quando si cambia l’allenatore in corsa la squadra ha una reazione e vince la prima partita. La statistica vera riporta sicuramente numeri diversi, ma va detto che a Bologna per un tempo si è vista un’Inter più viva rispetto a quella di Gasperini, un’Inter con più fiato e più gambe, più voglia e più cattiveria, seppur incapace di mettere in mostra un bel gioco. Ranieri ha raccolto il massimo, considerato il poco tempo che ha avuto per conoscere la squadra, limitandosi a rispettare i ruoli dei giocatori e a far leva sull’orgoglio di alcuni uomini chiave, senza inventare nulla di nuovo e senza stravolgere ulteriormente la squadra.

La stessa ricetta dovrà usarla domani a Mosca, in casa di un CSKA più ostico di quanto non dicano i precedenti, nella sua prima e già decisiva sfida europea sulla panchina dell’Inter. Per il gioco, causa i ritmi serrati, bisognerà aspettare ancora, specie alcuni rientri importanti come quelli di Sneijder, Maicon, Stankovic e Thiago Motta, ma in un campionato senza padrone e in un girone di Champions ampiamente alla portata al momento quello che conta sono i 3 punti. La normalità, in casa Inter.

Matteo Veronese

 

CONOSCI SPAZIOINTER?

SpazioInter è nella famiglia editoriale del Nuovevoci Network di cui fanno parte Rompipallone.it, SpazioNapoli.it, SpazioMilan.it e SpazioJ.it.

Con più di 4 milioni di follower sui social network il nostro progetto risulta uno dei più seguiti in Italia.

Le ultimissime

Seguici su Facebook

Preferenze privacy