Bologna, non solo Di Vaio e Ramirez

Bologna, non solo Di Vaio e Ramirez

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Tirava una brutta aria a Bologna. Dopo le due sconfitte nelle prime due giornate, soprattutto quella sanguinosa in casa con il Lecce, la panchina di Bisoli già scricchiolava. Ma il pareggio di ieri a Torino ha risollevato gli animi. E’ stato un Bologna solido quello che è riuscito a fermare la squadra di Antonio Conte. Buona prestazione soprattutto della difesa, con il debuttante Antonsson che ha ben impressionato, dopo le prove incerte di Loria nelle gare precendenti.

L’uomo di punta della squadra felsinea era, almeno fino alla stagione passata, Marco Di Vaio. Bomber dalla grandissima esperienza, dopo le avventure non positive a Valencia, Monaco e Genoa, a Bologna si è completamente ritrovato, arrivando su livelli che non aveva mai raggiunto in carriera (nel 2008-2009 segna 24 gol, superato nella classifica cannonieri solo da Ibrahimovic). D’altronde la città emiliana è la piazza ideale per i campioni non più giovanissimi, le storie di Baggio e Signori insegnano. Quest’anno però Di Vaio è apparso ancora lontano dalla forma migliore e a Torino è clamorosamente partito dalla panchina, a favore di Acquafresca.

Se il bomber è Di Vaio, il gioiello di casa è sicuramente Gaston Ramirez. Talento purissimo dell’Uruguay è arrivato in Italia un anno fa e ha subito conquistato il cuore dei tifosi. Quest’estate ha manifestato varie volte il desiderio di andarsene in una piazza più importante ed è stato anche accostato all’Inter come possibile sostituto di Sneijder nel caso in cui l’olandese fosse partito. Per questa ragione e per alcune dichiarazioni non proprio felici del suo procuratore il rapporto con i supporters rossoblu si è incrinato, ma sicuramente con i gol e gli assist metterà d’accordo tutti.

A centrocampo spicca il nome di Diego Perez, fresco campione d’America con l’Uruguay di cui è anche il capitano. Mediano che fa dell’aggressività la sua dote migliore, insieme a Gaby Mudingay forma una delle coppie meglio assortite di tutto il campionato. Accanto a loro due nel centrocampo di Bisoli ha sin qui trovato spazio il nuovo arrivato Konè, soprattutto per la sua duttilità.

Completano il reparto difensivo oltre ai già citati Antonsson e Loria, Portanova e Cherubin come centrali, Raggi, Morleo e Crespo sugli esterni. Proprio la difesa sembra essere il  tallone d’achille dei rossoblù. Le partenze di Britos e di Moras in estate non sono state adeguatamente rimpiazzate. La porta è protetta, dopo la partenza di Viviano, dal veterano Gillet.

In panchina siede Pierpaolo Bisoli, che si è fatto conoscere al grande pubblico grazie all’incredibile doppia promozione in due anni dalla Lega Pro alla Serie A con il Cesena. L’anno scorso ha tentato l’avventura a Cagliari, ma è stato esonerato da Cellino dopo appena due mesi dall’inizio del campionato. La sua colpa principale è stata quella di scontrarsi con Conti, capitano storico degli isolani e Agostini. Uomo sicuramente grintoso ha dimostrato molte volte di avere una certa allergia alle gerarchie e di considerare veramente (non solo a parole come gli altri allenatori) tutti i giocatori sullo stesso piano.

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