L’Inter domina per un tempo, poi crolla. La Supercoppa va ai cugini

Se il derby fosse durato solo un’ora saremmo qui a parlare di una grande Inter, capace di tenere a bada gli avversari concedendo poco o nulla e con una supremazia territoriale sancita dal 60% di possesso palla. Ma si sa che le partite durano di più e allora il giudizio tende a subire quale modifica.

Partenza positiva dei nerazzurri che sbandano solo in occasione del triangolo RobinhoIbrahimovic, che si conclude con il tiro alto del brasiliano da posizione favorevole. Poi la squadra di Gasperini prende in mano il centrocampo con Obi che corre come un dannato, Sneijder, Alvarez e Thiago Motta che danno geometria, fantasia e imprevedibilità, Stankovic e Zanetti che macinano chilometri in quantità industriale. Il gol è il giusto premio per un’Inter che avvolge nella sua ragnatela il Diavolo rossonero.

La situazione muta già a partire dagli ultimi minuti del primo tempo con il Milan più incisivo in attacco e con Ibrahimovic che colpisce il palo a Julio Cesar battuto. Nella ripresa l’Inter passa dal 3-4-2-1 iniziale a un più equilibrato 4-4-2. Proprio la prudenza dei nerazzurri, associata a un Milan più aggressivo e meno rinunciatario, porta all’incredibile uno-due dei rossoneri, che in dieci minuti (tra il 60’ e il 70′) ribaltano il risultato (gol di Ibrahimovic e Boateng). Gli ultimi minuti di gara vedono un’Inter poco lucida e con scarso dinamismo che preferisce affidarsi alle giocate dei singoli piuttosto che puntare sull’azione collettiva.

Dal punto di vista tattico la squadra vista contro il Milan può far ben sperare i tifosi nerazzurri per il futuro. La preparazione atletica si è fatta sentire sulle gambe e negli ultimi minuti Sneijder e compagni non hanno avuto la forza per assaltare la porta rossonera. Nel complesso, però, sono arrivate buone indicazioni dai giovani, in particolare Obi, il migliore in campo. Anche Alvarez, dopo un inizio balbettante, ha fatto il suo compito in modo positivo. Non va dimenticato poi che il Milan è sceso in campo con una formazione collaudata mentre Gasperini ha rinunciato a giocatori importanti come Lucio, Maicon e Cambiasso. Vedere gli odiati cugini alzare il primo trofeo della stagione non è stato il modo migliore per iniziare l’annata, ma il progetto nerazzurro è affascinante e la strada intrapresa dal nuovo tecnico può portare lontano. Quando migliorerà la condizione fisica e i giocatori troveranno i meccanismi giusti, allora l’Inter potrà dare del filo da torcere a tutti, in Italia e in Europa.

LE PAGELLE:

Julio Cesar 6Ranocchia 6 – Samuel 5,5 – Chivu 5,5 ; Zanetti 6 – Stankovic 5,5 (74’ Pazzini sv) – Thiago Motta 5 – Obi 7 (80’ Castaignos sv) ; Alvarez 6 (63’ Faraoni 5,5) – Sneijder 6,5 ; Eto’o 5. All: Gasperini 6.

 

Giuseppe Opromolla

Gestione cookie