Campagnaro pensa al Mondiale: “E’ un sogno che si avvera”. Ma il suo futuro nerazzurro…

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Hugo Campagnaro pensa ai Mondiali che cominceranno tra otto giorni in Brasile. Per lui si tratta dell’ultima chance di giocare la Coppa più ambita con la maglia dell’albiceleste, un “sogno” che aspetta da quando era bambino. Solo da luglio tornerà a pensare all’Inter e al suo futuro, che, nonostante Hugo abbia un altro anno di contratto, non è scontato. Campagnaro potrebbe infatti lasciare la sponda nerazzurra di Milano se arrivasse un’offerta allettante.

Dopo un inizio di stagione brillante, giocato sempre da titolare con prestazioni di alto livello, il centrale argentino ha accusato una flessione, in corrispondenza di alcuni problemi fisici. Tra infortuni e ricadute, Campagnaro ha perso nel corso dell’anno la brillantezza dei primi mesi interisti, finendo con l’essere scavalcato nelle gerarchie di Mazzarri da Rolando e poi Ranocchia.

A questi problemi di rendimento, importanti per un giocatore di 35 anni che volge al termine della sua carriera, si aggiungono degli attriti a livello di relazioni interpersonali. Non tanto tra Hugo e la società, quanto tra questa e i vertici della Seleccion argentina. Alcuni episodi durante l’anno, come quando Campagnaro per alcune settimane non giocò neanche una partita con l’Inter per recuperare da un infortunio e poi venne convocato senza alcuna esitazione dal ct argentino, non sono piaciuti ai dirigenti nerazzurri.

Ai microfoni di TyC Sports, televisione argentina, Campagnaro ha raccontato come vive il mondiale a pochi giorni dal suo inizio e come si sente fisicamente. “Sicuramente avendo un infortunio alle spalle ho fatto più attenzione a me stesso, non volevo perdere il sogno di giocare un mondiale“, dice il centrale dell’albiceleste al giornalista che lo sta intervistando, “Nel finale di stagione all’Inter ho recuperato e sono in buona forma, ora abbiamo ancora un po’ di tempo per migliorare la condizione e arrivare in Brasile al massimo“.

C’era la sicurezza di giocare il mondiale? “No, i dubbi ci sono sempre perché non c’è stata una promessa. Però i dubbi sono uno stimolo per mettercela tutta e dimostrare al mister quanto si vale.” Agli argentini interessa soprattutto come vivono i giocatori la vigilia del mondiale: “Non so se vinceremo, sicuramente può succedere di tutto. Basta vedere le stagioni dei giocatori che sono qui per capire che c’è tanta potenzialità nell’Argentina. E’ una competizione breve, servirà anche un po’ di fortuna per arrivare in fondo”.

Cosa dicevi del mondiale col Cuchu Cambiasso nell’anno passato all’Inter? “Non abbiamo mai parlato di questo argomento. Lui era concentratto sull’Inter e non so se ci sperasse in cuor suo. I giocatori devono essere 23 e quindi ne restano tanti fuori purtroppo.”

 

 

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