La caduta del muro nerazzurro

La caduta del muro nerazzurro


Non c’è dubbio che l’inizio di stagione nerazzurro non sia nato sotto il segno delle ultime stagioni, costellate di continui successi sia sul territorio nazionale che oltre confine. Ma le 18 reti stagionali incassate, dalla Supercoppa Italiana persa contro il Milan a Pechino fino all’ultima sconfitta per 3-0 in casa contro il Napoli, fanno suonare in casa nerazzurra un allarme piuttosto pericoloso.

Infatti, oltre alle 11 reti subite nelle prime 5 giornate di campionato, anche in Champions League le cose non sono andate meglio a livello difensivo, con 3 reti al passivo nelle due partite disputate con Trabzonspor e CSKA Mosca. Sarà stata colpa degli infortuni che hanno privato il reparto difensivo di colonne importanti come Maicon, sarà per gli sciagurati esperimenti tattici di Gian Piero Gasperini, ma sta di fatto che l’Inter ha la difesa più battuta del campionato. Quello che più preoccupa, però, non sono i singoli interpreti del pacchetto arretrato, che vanta elemeti tra i migliori al mondo (vedi Lucio e Samuel su tutti), bensì la fase difensiva nella sua interezza, a partire dagli attaccanti che, a detta di molti, sono i primi difensori di una squadra. Non c’è armonia tra i reparti nello scalare in fase di non possesso, e soprattutto i centrocampisti fanno fatica a contenere le iniziative avversarie, lasciando poi i difensori in balia delle folate dei Lavezzi di turno. L’anno scorso, il grave infortunio occorso a Walter Samuel fu un brutto colpo da digerire, ma con l’arrivo di Andrea Ranocchia nel mercato invernale si riuscì a concludere dignitosamente la stagione, anche se con Leonardo il punto forte non era di certo la solidità difensiva.

Come dicevamo poc’anzi, però, non è un problema di giocatori, ma di organizzazione di gioco. Nell’era di Mancini e soprattutto di Mourinho, era quasi impossibile battere Julio Cesar, sia per i suoi balzi felini, sia perchè dalle sue parti era difficile arrivare. Prima Dacourt, Vieira e Cambiasso con il tecnico Jesino, poi sempre il Cuchu, Thiago Motta e Stankovic con il vate di Setubal, garantivano una diga insuperabile, ovviamente sempre soccorsa da Capitan Zanetti. C’è da valutare anche il fattore anagrafico di tali giocatori, i quali superano tutti i trent’anni ad eccezione di Thiago Motta, comunque sempre soggetto ad infortuni. Anche altre squadre del recente passato entrate nella storia del calcio, vantavano difese imperforabili come la Juventus di Capello o il Milan di Ancelotti. Ciò sta a dimostrare quanto sia importante recuperare quella solidità che permetterebbe alla squadra di segnare anche un solo gol per vincere le partite. Il muro nerazzurro va ricostruito alla svelta.

Copyright © 2015 Cierre Media Srl

Preferenze privacy