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Inter-Lazio, Conte in conferenza: “Uno degli impegni più difficili di questo inizio”

Domani sera si gioca Inter-Lazio, il big match della quinta giornata di campionato. Come riportato dal sito ufficiale dell’Inter (www.inter.it) da una parte abbiamo la squadra che ha subito meno gol e meno tiri in questa Serie A, dall’altra quella che insieme all’Atalanta ha centrato più volte lo specchio della porta avversaria in questo inizio di campionato.

Di seguito le parole di Antonio Conte nella conferenza stampa che anticipa Inter-Lazio

INTER-LAZIO, CONTE IN CONFERENZA STAMPA

SULLA FORZA DELLA LAZIO – Penso sia uno degli impegni più difficili dall’inizio della stagione. Affronteremo una squadra che ha una propria identità, che lavora da diversi anni con Simone Inzaghi che considero un grandissimo allenatore, forse anche sottovalutato. Dobbiamo fare attenzione perchè sono una squadra ben rodata che non ha venduto i pezzi pregiati. Domani ci vorrà la spinta di tutti.”

SULLA QUESTIONE RAZZISMO – Ho letto un articolo di giornale sul fatto che nella partita contro la Juve sarò ricoperto dai fischi. Chi scrive e chi comunica in generale ha un ruolo importante e deve capire cosa scrive, cosa provoca, ha una responsabilità in più rispetto a tutti gli altri. Si alimenta questa situazione di rancore e di odio, perché? Perchè fa più presa? A me dà veramente fastidio che si suggerisca di insultare una persona!”

SULLA BASE DEI TITOLARI –I ragazzi stanno lavorando per allargare la base di titolare. La Champions porta via tante energie quindi per noi è importante questo. Al tempo stesso voglio delle garanzie, alcuni rischi dovrò prendermeli dando la possibilità a tutti di entrare in un determinato tipo di discorso”

SUI GOL DEI CENTROCAMPISTI – Sono contento di questo, più frecce abbiamo nel nostro arco, meglio è. anche in passato i centrocampisti hanno avuto un ruolo importante e determinante nelle mie squadre”

SUL CALENDARIO PRE-JUVE –Sicuramente dobbiamo pensare partita dopo partita, non possiamo pensare al domani perchè l’oggi è incerto, il domani incerto. Concentriamoci sulla Lazio che è una squadra molto forte che l’anno scorso ha anche vinto la Coppa Italia a testimonianza del buon lavoro del Presidente Lotito, di Tare, di Inzaghi e dei suoi calciatori. Per noi è un altro test, un altro step, è inevitabile che se entriamo in campo con la testa ancora al derby e agli elogi, significa che non abbiamo capito niente di quello che dobbiamo fare. Dovremo dare elle risposte importanti, siamo solamente alla quinta giornata, c’è un percorso talmente ampio che non possiamo fare delle premonizioni. Sarà un percorso lungo dove ci sarà da cadere e lì dovremo essere bravi a rialzarci, sapremo farlo? Il tempo lo dirà. Ma ora vedo proclami dopo quattro giornate, ho l’esperienza giusta per capire che tutto questo viene fatto ad arte per poi darci qualche “zacagnata”. Dovremo essere bravi a rimanere con i piedi per terra e lavorare ogni giorno. Ci sono due squadre davanti che sono il Napoli, che voi non state tanto considerando, che ha migliorato la rosa e ha un grande allenatore; la Juventus è molto molto forte, poi iniziamo a considerare le altre squadre tra cui anche l’Inter”

SUL FIFA AWARD BEST PLAYER –Sinceramente non ricordo chi votai quando ero c.t. della Nazionale, ma dalle parti mie si dice: se non è zuppa è pan bagnato: o è Ronaldo o è Messi. Quest’anno non so chi avrei scelto, stiamo parlando di due giocatori di altissimo livello che ogni anno raggiungono score di 40, 50 gol sistematicamente”

SUI PROSSIMI 10-11 GIORNI – Sinceramente sul fatto che i prossimi 10, 11 giorni ci aspettano giorni difficili. Ogni giorno c’è un indice di difficoltà, lo sarà da qui fino alla fine del campionato. Noi dovremo essere bravi ad affrontare questi indici di difficoltà e non dobbiamo farci prendere né dall’entusiasmo, né dallo scoramento. Dobbiamo lavorare sapendo che c’è solo una strada che è quella del lavoro serio che stiamo facendo quotidianamente. Se non ci dimenticheremo questo, son convinto che piano piano supereremo le difficoltà”

SU BARELLA – È un giocatore con delle caratteristiche precise che secondo me ha ampi margini di crescita. È un generoso come lo ero io da calciatore. È un giocatore che sprizza energia da tutti i pori, noi dobbiamo essere bravi a incanalare quest’energia nella direzione che vogliamo. È un ragazzo che ha voglia di lavorare, si è messo a disposizione, il suo sogno era giocare nell’Inter quindi ci sono tutti gli ingredienti affinché Barella diventi una colonna portante per l’Inter anche per il reto della sua carriera”

SUL PARAGONE CON SIMEONE –Anche calcisticamente eravamo due centrocampisti molto simili, anche Diego era un calciatore difficile da affrontare, uno che non mollava mai, che da difendere un gol lo ritrovavi ad attaccare dall’altra parte. Simeone sta facendo una grandissima carriera, ha trovato il suo ambiente ideale all’Atletico Madrid e ha portato lì la sua filosofia, la sua idea. Io sono stato un po’ più girovago, ho affrontato diverse esperienza ma stiamo parlando di un grandissimo tecnico che dà una impronta alla sua squadra”

SUL SUO CORSO ALL’INTER – Sicuramente quando inizi un progetto, la speranza è che duri tanto perchè più stai in un club, più vengono assimilate le tue idee, puoi lavorare con un gruppo di giocatori che ti conoscono e che nel tempo possono solo migliorare. Sicuramente restare per un bel po’ di tempo in un club è la cosa migliore per un allenatore e mi auspico che ciò accada a me prima o poi. Il massimo che sono stato a riuscire in un club è stato 3 anni. Ogni volta che cambi e inizi con un nuovo club, significa ripartire da zero e non è semplice perchè devi anche trovare le persone che ti possano supportare l’idea. Sicuramente devo ringraziare per questo mio inizio qui all’Inter Lele Oriali. Penso che sia un “grazie” che non finirà mai perchè so cosa sta facendo, così come so cosa sta facendo Javier Zanetti. Ho avuto la fortuna di trovare delle persone che mi sono molto vicine e che mi aiutano. Un grosso “grazie” a loro”

SU SKRINIAR IN FASE DI IMPOSTAZIONE – Skriniar è un giocatore che cerca di fare sempre quello che gli chiedo. È inevitabile che alcune cose siano cambiate rispetto a prima. Soprattutto quando trovi squadre chiuse dietro la linea della palla, per noi è importante che i difensori diventino i primi registi. Ci stiamo lavorando e sicuramente questo completerà i nostri calciatori. Il calcio di oggi è un calcio totale, non si può pensare al difensore che sia bravo solo a difendere. Certo, bisogna anche fare questo ma il calcio totale significa coinvolgere 10 giocatori nella fase di costruzione. Ognuno deve sapere cosa fare, deve avere il compito di essere totalmente coinvolto nell’azione offensiva, così come gli attaccanti devono essere coinvolti anche nella fase di non possesso. Il calcio totale significa 11 giocatori che pensino alla stessa maniera sia la fase di possesso che la fase di non possesso”. 

 

This post was last modified on 24 Settembre 2019 - 16:22

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Published by
Giovanni Palmisano