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EDITORIALE – Nessuno tocchi Luciano Spalletti!

Sono passate più di quarantotto ore e ancora si sta discutendo sulle parole rilasciate da Luciano Spaletti al termine del buon pareggio ottenuto nell’ultimo turno di campionato contro il Napoli. Il tecnico ha un po’ spiazzato tutti: dopo mesi di difese a spada tratta, l’allenatore di Certaldo si è scagliato contro la squadra (o forse la società), affermando che la rosa non è che sia così di grande qualità. Dichiarazioni che ovviamente hanno aperto il dibattito, soprattutto all’interno della tifoseria nerazzurra.

Spalletti e la poca qualità della rosa

Facciamo un piccolo passo indietro. Post partita contro il Napoli. Spalletti si presenta davanti ai microfoni dei giornalisti e spiega il suo punto di vista: la squadra, secondo il suo parere, ha poca qualità. Da qua nasce il finimondo, con parte dei tifosi che si schierano dalla sua parte e altri che invece ritengono le sue frasi fuori luogo. Vero, probabilmente il tempismo e il momento in cui il tecnico ha lanciato quelle frecciate lasciano qualche perplessità. Ma forse, ragionandoci meglio, questo era davvero il momento migliore per pronunciare quelle parole.

Dopo mesi di carote e di coccole, Spalletti ha deciso di cambiare strategia e passare al bastone. La sensazione è che quelle frasi non siano state dettate da rabbia o delusione, ma che siano state pianificate con astuzia ed intelligenza. Per mesi il tecnico ha difeso la sua squadra, anche nei periodi più complicati e difficili. E cosa ha portato questa strategia? Due vittorie in dieci partite, con l’Inter sprofondata addirittura fuori momentaneamente dalla zona Champions, con il pericolo Milan alle spalle (e con un derby ancora da giocare). Insomma, il buon Luciano sta provando di tutto per pungolare e tenere sull’attenti una squadra che più volte ha dimostrato di peccare in personalità.

Ma c’è anche chi afferma che le sparate di Spalletti siano state del tutto sbagliate, perchè in questo momento non ha fatto altro che spaccare uno spogliatoio che stava provando ad uscire dalla crisi che da tre mesi a questa parte ha colpito i nerazzurri. Addirittura, soprattutto sui social, c’è chi invoca l’esonero dell’allenatore. Sarebbe la follia più totale, perchè Spalletti è una delle cose migliori, se non l’unica, capitata all’Inter da sette anni a questa parte. Ha detto cose che tutti, ma proprio tutti pensano: la rosa non ha qualità. Come gli si può dare torto se per cercare di vincere una partita dal cilindro della panchina è costretto a scegliere per esempio Eder, che contro il Napoli ha dimostrato, come se ce ne fosse bisogno, di non essere all’altezza i una squadra come l’Inter che ambisce ai piani alti della classifica?

Perchè la colpa non è di Spalletti se ci sono dirigenti (ogni riferimento a persone o cose non è puramente casuale) che vanno in giro in tv a dichiarare che questa rosa “è difficilmente migliorabile”. Nonostante anni di buio più assoluto, disfatte, con la qualificazione Champions lontana anni luci. Sono cambiati tanti allenatori, dirigenti, management, giocatori. Ma un uomo è sempre rimasto al comando e mai messo in discussione. Quindi teniamoci stretti un allenatore e un uomo come Spalletti, l’unica luce in fondo ad un tunnel che per anni sembrava essere senza uscita. Perchè sì, ovviamente anche lui qualche errore lo ha commesso. Ci mancherebbe, non è perfetto, è un essere umano e non lo stiamo santificando. Ma se l’Inter ha ancora una minima speranza di approdare in Champions il merito è solamente di quell’uomo seduto in panchina. Ma che probabilmente, dopo essere stato abbandonato dalla società, verrà scaricato anche dai suoi giocatori. Purtroppo.

Fonte foto: screen youtube

This post was last modified on 14 Marzo 2018 - 00:02

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Published by
Roberto Bernocchi