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Editoriale – C’è di che esser contenti anche se non del tutto

Detto che Luciano Spalletti conosce umori e sensazioni del presidente Thohir e di tutto l’ambiente Inter, forse paradossalmente non ha neppure tutti i torti.

Non ovviamente sul fatto che il tycoon indonesiano sia sempre contento e neppure che l’Inter sia partita per vincere lo scudetto, quello casomai era proprio la Roma, ma sul fatto di essere abbastanza soddisfatti e fiduciosi dopo quanto visto nel big match di stasera tra giallorossi e nerazzurri.

Date le assenze dei tre che, al momento, sembravano tra i più in forma della rosa nerazzurra, IcardiPalacio e Kondogbia, c’erano preoccupazione e incertezza soprattutto dato che l’avversario davanti era una Roma in stato di grazia da diverse partite.

Invece Mancini ha scelto un collaudato, anche se non molto coperto, 4-2-3-1, con Eder come falso nueve e due frecce come Biabiany e Perisic ai lati dei tre fantasisti con al centro un Ljajic sempre più protagonista nei pensieri del mister.

E’ stata una partita non bella e con poche spunti di fantasia e bel calcio, ma i ritmi sostenuti e la grinta messa sul terreno di gioco l’hanno fatta da padrone e l’Inter ha fatto la sua figura, rispondendo colpo su colpo e lottando su ogni pallone.

Cheché ne dica Spalletti, in casa nerazzurra, c’è di che esser contenti e soprattutto fiduciosi del prossimo futuro, per l’atteggiamento, per la crescita ed anche per gli uomini che si stanno sempre più mettendo in luce.

Un Perisic sempre più protagonista di questa Inter, cuore, grinta, sacrificio, giocate d’alta scuola e finalmente gol con continuità.

Da sottolineare anche le conferme di Miranda e Medel, puntuali, precisi e concentrati per tutti i 90′ minuti.

Un Eder un pò in ombra ed imbrigliato tra le maglie della retroguardia giallorossa ed un Murillo impacciato, lasciano invece un po’ di amaro in bocca,

La squadra si muove, crede in se stessa ed anche se ogni tanto si prende delle pause, sembra finalmente incamminarsi nella giusta direzione.

Ovviamente c’è anche il rammarico di non aver resistito fino in fondo alla risposta dei giallorossi, una volta andati in vantaggio e la preoccupazione che c’era negli occhi di molti giocatori una volta che Nainggolan ha trovato il pareggio è sembrata eccessiva.

Mancini avendo capito l’antifona ha messo in campo sul finale anche Felipe Melo, ma la paura di perdere ha portato gli 11 nerazzurri ad arretrare il baricentro, rischiando troppo quando non ce n’era alcun bisogno.

Mancano 24 punti e tutto è ancora possibile.

Forse Thohir può essere contento ma per sicurezza meglio chiedere a Spalletti.

This post was last modified on 19 Marzo 2016 - 23:50

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redazione