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Bellinazzo: “Inter, i piani di Thohir e il patto con Moratti e perché il fallimento non fa paura…”

Marco Bellinazzo, giornalista del Sole 24 Ore e massimo esperto di calcio e finanza, ha illustrato in maniera dettagliata la situazione finanziaria dell’Inter e i piani di Thohir, soprattutto per quanto concerne la situazione col socio di minoranza Moratti. Quest’ultimo, infatti, ha una clausola “put”, la quale prevede la possibilità di vendere le sue quote azionarie a Thohir se non avesse trovato altri acquirenti. Essa diveniva valida dopo due anni dal passaggio della maggioranza all’indonesiano, perciò dall’ultimo novembre. Finora Moratti ha temporeggiato per non rompere gli equilibri dell’ambiente e l’impressione è che lui e Thohir abbiano concordato per ora una pax fin quando la situazione non dovesse delinearsi in maniera più nitida e, soprattutto, fin quando il valore della quota di Moratti avrà ancora una certa valenza economica, finora calcolabile in 100 milioni circa di euro.

Ciò che è certo è che Thohir non vuole quote ulteriori, ragion per cui ha dato alla Goldman Sachs il compito di trovare nuovi acquirenti, possibilmente in Cina, intenzionati a rilevare le quote “morattiane”e anche parte delle sue, detenute col socio e amico Soetedjo. Finora un ruolo importante è stato svolto dalla China National Chemical Corporation, partner della Pirelli e prima fautrice del rinnovo commerciale con l’industria di pneumatici. La Goldman Sachs, nel frattempo, prima finanziatrice della società, ha una posizione ben chiara e specificata dalle parole dello stesso Bellinazzo: “a Thohir è stato concesso un prestito di 230 milioni di e a garanzia del quale sono stati dati i futuri ricavi dei contratti di sponsorizzazione e i flussi dei diritti tv. Il finanziamento va rimborsato con rate da un milione al mese e prevede un mega saldo finale da 184 milioni di € entro il 30 giugno 2019. Goldman Sachs perciò ha bisogno che l’Inter riparta davvero e generi entrate sempre più cospicue, per essere certa di non ritrovarsi una scatola vuota tra le mani”. 

Ma cosa succederebbe se l’Inter dovesse restare fuori da Champions ed Europa in generale? La politica della società non è stata conservatrice negli ultimi anni, ma anzi, si è cercato di rinforzare la rosa sul mercato, nonostante gli oltre 200 milioni di perdite dell’ultimo biennio e con uno stock di debito di oltre 400 milioni. I pagherò dell’ultima campagna acquisti, pari a 50 milioni, di certo non aiutano. Qualsiasi azienda rischierebbe concretamente il default, ma l’Inter è ciò che in gergo si dichiara: “too big to fail”, troppo grande per crollare. Secondo l’antico detto per cui il creditore mai vuole la morte del debitore, l’Inter è un patrimonio troppo importante per vederlo fallire e ciò è l’ultima volontà di tutti. I nerazzurri potranno sempre contare sul proprio brand e su una rosa di oltre 250 milioni di euro per ripartire e rinegoziare i loro debiti. 

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Bernardo Cianfrocca