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Jorginho osservato speciale: Branca e Ausilio seguono il 21enne brasiliano, ma Mazzarri…

Nell’anticipo serale di sabato che vedrà l’Inter opposta alla rivelazione Verona, la squadra di Mazzarri avrà la ghiotta occasione per tornare a fare bottino pieno. Sarà una gara utile anche in termini di scouting ed i responsabili dell’area tecnica (Branca e Ausilio su tutti) potranno approfittarne per visionare i tanti talenti messi in mostra dalla squadra veneta in questo incredibile inizio di stagione.

Detto che Iturbe era stato già seguito e poi mollato dagli operatori di mercato di corso Vittorio Emanuele, l’osservato speciale sarà il centrocampista tuttofare Jorge Luis Frello Filho, meglio noto come Jorginho. Il ventunenne brasiliano si è conquistato la ribalta grazie a prestazioni da incorniciare e a suon di gol (ben 5 in 8 partite, terzo a pari merito con Hamisk, dietro a Cerci e Pepito Rossi, ndr). Il suo sfavillante impatto con la serie A sembra aver ingolosito i palati anche di altri club italiani (Milan e Fiorentina) ed esteri (Liverpool ed Everton su tutte).

Il suo valore di mercato è comprensibilmente lievitato passando da 5,5 milioni di euro a 10 milioni di euro e voci mercato danno il suo procuratore proprio in Italia in questi giorni. Il proprietario del club, Maurizio Setti, ha aperto a una partenza del centrocampista che, in virtù delle sue origini italo-brasiliane, sembra sia stato oggetto di visione anche da parte dei collaboratori di Cesare Prandelli.

Jorginho, centrocampista moderno, eclettico, capace di interpetare indifferentemente il ruolo di regista basso e di interno di centrocampo, ultimamente è accostato anche al club nerazzurro e la prossima partita potrebbe dare indicazioni importanti circa il suo reale valore. Sta di fatto che Mazzarri, per proprie convinzioni, non è abituato ad utilizzare come play basso un giocatore fantasioso, tecnico, con caratteristiche da regista puro.

L’esclusione di Kovacic (utilizzato in quel ruolo da Stramaccioni, ndr) a vantaggio di Cambiasso va proprio in questa direzione. Anche nelle sue esperienze passate, del resto, il tecnico toscano non ha mai fatto mistero di preferire come centrale davanti alla difesa un calciatore di sostanza, votato a fare filtro ed interdizione e ad iniziare l’azione semplicemente con la riconquista. Vanno lette in questo senso le scelte che, negli anni, hanno caratterizzato il gioco di Mazzarri e che, nel suo recente passato, lo hanno portato a preferire in quel ruolo giocatori con le caratteristiche di Behrami piuttosto che “costruttori” come Inler o Cigarini (schierato esclusivamente come centrocampista avanzato o trequartista, ndr).

This post was last modified on 24 Ottobre 2013 - 02:22

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redazione