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Taider: “L’Inter era il mio obiettivo, adesso voglio vincere. Con Mazzarri è più facile perchè…”

E’ Saphir Taider l’ospite della puntata di “Drive Inter” andata in onda in settimana su Inter Channel. Dopo le due stagioni trascorse in Francia con la maglia del Grenoble, il centrocampista franco-algerino è approdato appena diciottenne in Serie A grazie alla grande intuizione del Bologna, società lestissima a intuirne il potenziale e a prelevarlo a parametro zero: “Avevo altre opportunità importanti oltre ai felsinei, ma volevo crescere velocemente – ha spiegato il numero 21 dell’Inter ai microfoni di Nagaja Beccalossi -. Il campionato italiano è sempre stato un grande torneo con tanti campioni, ho colto al volo l’occasione anche perché ero fiducioso di fare bene”.

Giovanissimo, straniero e, soprattutto, catapultato in una delle realtà calcistiche più difficili al mondo, ma il suo animo da vero guerriero e l’aiuto dei compagni di squadra non gli hanno impedito di sfruttare al massimo la sua grande occasione nel Belpaese:Per un giovane arrivare in Italia non è semplice. Tutti dicevano che i giovani non giocano mai, ma io avevo fiducia. Se penso di avere paura non faccio più niente, invece al Bologna ho giocato quasi subito senza guardare la carta d’identità. Inizialmente l’italiano non lo capivo, per fortuna con me c’era Mudingayi che parlava francese. Adesso siamo insieme all’Inter, è bellissimo. Poi è arrivato anche Belfodil, è diventato tutto più facile. In Italia si lavora tanto e non si molla mai. C’è voglia di vincere sempre, soprattutto nelle grandi squadre. E questo quello che mi piace di più”.

I due anni vissuti da protagonista in rossoblu gli hanno aperto le porte di Appiano: “Io avevo un obiettivo, quello di arrivare presto in una grande squadra. Se aspetti tanto, poi non puoi diventare il giocatore che vorresti essere. Ancora mancano tante cose, sono all’Inter ma io voglio vincere i titoli. Siamo all’inizio della strada”.

L’arrivo in nerazzurro del mediano classe ‘92 era stato accolto con un po’ di scetticismo, ma già dalle prime apparizioni in campo, Taider ha dimostrato tutte le sue qualità. L’artefice di questa immediata integrazione negli schemi tattici dell’Inter è stato sicuramente Walter Mazzarri: “Il mister fa capire ad ognuno di noi ciò che dobbiamo fare in campo, questo è molto importante. E’ preciso, sappiamo cosa fare, in campo giocare così è più facile”.

Giocare nell’Inter significa anche esibirsi alla Scala del Calcio: “Avevo già calpestato il prato di San Siro, ma non con la maglia dell’Inter. Quando vedi lo stadio pieno come successo con la Juventus fa piacere, perché il calcio è bello per queste cose qui. Ogni tanto vedo qualche tifoso in giro, mi chiedono la foto o l’autografo. E’ bello e devi essere umile. Sono contento di essere qui“.

Nato in Francia, a Castres, da padre tunisino e madre algerina, Saphir ha avuto pochi dubbi quando si è trattato di scegliere la Nazionale per cui giocare: “Potevo scegliere tra le tre nazionalità, ma ho sempre avuto il cuore algerino. In Francia sono cresciuto, le scuole calcio lì sono perfette. Il mio desiderio, però, era di giocare per l’Algeria. I tifosi algerini sono incredibili, danno una carica pazzesca”.

In chiusura, l’eclettico centrocampista nerazzurro si è soffermato sugli obiettivi dell’Inter in questa stagione: “Possiamo andare lontano, possiamo migliorare. Allenamento dopo allenamento cresciamo, mancano tante partite e faremo di tutto per fare una grande stagione“.

 

This post was last modified on 13 Ottobre 2013 - 20:27

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redazione