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Corsa a tre per il ruolo di Hamsik nerazzurro

Sin dall’inizio dell’avventura di Walter Mazzarri sulla panchina dell’Inter ci si è interrogati su chi potesse essere l’erede in nerazzurro di Marek Hamsik, giocatore capace di diventare in pochi anni il leader indiscusso della squadra del presidente De Laurentiis, anche grazie all’attento lavoro fatto su di lui dal tecnico di San Vincenzo nella sua parentesi partenopea.

E’ cominciata così in casa Inter la ricerca del padrone a cui affidare le chiavi della trequarti: l’indiziato numero uno sembrava Fredy Guarin, poi l’attenzione è ricaduta su Mateo Kovacic e infine, viste le prestazioni più che positive sfoderate a inizio campionato, si sono impennate le quotazioni di Ricky Alvarez.

Tre giocatori estremamente diversi tra loro, ma soprattutto differenti per caratteristiche dallo slovacco azzurro. Il colombiano ex Porto, dopo aver dato prova delle sue enormi qualità proprio quando è stato utilizzato da Stramaccioni in una posizione leggermente più avanzata, ha però continuato a mostrarsi troppo “innamorato” del pallone e poco incline al rigore tattico, elemento imprescindibile nell’ideologia calcistica di Full Metal Walter, tanto da risultare spesso uno dei meno brillanti in questo splendido inizio di stagione dell’Inter.

Il gioiellino croato, invece, a causa di un problema fisico che gli ha impedito di svolgere tutta la preparazione estiva insieme ai propri compagni, sta cercando di recuperare la miglior condizione per mettersi in mostra agli occhi del nuovo timoniere nerazzurro. Per le sue doti tecniche e per la capacità che ha di saltare l’uomo nello stretto, è forse lui il giocatore che maggiormente si avvicina al numero 17 partenopeo, anche se, come ha ammesso Mazzarri, dovrà migliorare negli inserimenti e nella presenza in zona gol.

Tuttavia, è Ricky Maravilla che, sia nelle amichevoli precampionato sia nei primi impegni ufficiali, ha saputo ritagliarsi un ruolo da vero protagonista. Piazzato alle spalle di Rodrigo Palacio, il fantasista argentino sembra aver trovato finalmente quella fiducia che gli era mancata nei primi due anni sotto la Madonnina. Gol, assist e tanta grinta messa al servizio della squadra gli hanno permesso di guadagnarsi la maglia da titolare e di diventare quasi insostituibile nello scacchiere della Beneamata.

La ricerca del nuovo Hamsik da parte di Mazzarri, sembra quindi ancora in alto mare visto anche lo schieramento tattico a cui il mister toscano si sta affidando: un 3-5-1-1 molto coperto, caratterizzato da tre mediani in grado di proteggere la linea difensiva e di appoggiare l’azione in attacco; modulo diverso dal più spregiudicato 3-4-1-2 (o 3-4-2-1) “napoletano” in cui lanciava incondizionatamente i cosiddetti tre tenori e dove l’ago della bilancia era rappresentato proprio dall’ex Brescia. Adesso, invece, anche quando ha schierato le due punte (soprattutto a partita in corso), il ruolo del trequartista è rimasto vacante, con Alvarez posizionato spesso a centrocampo come interno di sinistra (in linea con l’ultimo Hamsik della gestione Mazzarri).

Con il ritorno a pieno regime di Diego Milito e con una maggiore oliatura dei meccanismi di squadra, l’Inter potrebbe ben presto tornare a giocare con le due punte e mettere così maggiore pressione, fin da subito, agli avversari. In tutto questo resta da capire se Guarin, Kovacic e Alvarez riusciranno a convincere Mazzarri a rischiare ulteriormente conquistandosi il posto come “trequartista” e, soprattutto, accollandosi il pesante appellativo di Hamsik nerazzurro.

 

This post was last modified on 4 Ottobre 2013 - 18:30

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redazione