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Handanovic: “Terzi o niente, l’Europa League toglie energie. La cosa che mi fa imbestialire…”

Assoluto protagonista dell’altalenante stagione dell’Inter è stato, fino a questo momento, Samir Handanovic. Arrivato in estate e chiamato a sostituire Julio Cesar, non ha deluso le aspettative e le speranze che erano state riposte nei suoi guantoni dalla dirigenza nerazzurra che, per portarlo a Milano, ha dovuto sborsare all’Udinese una cifra pari a 11,5 milioni di euro più la metà di Faraoni.

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il portierone sloveno ha parlato “a ruota libera” sia della stagione dell’Inter, sia delle sue prestazioni che, più di una volta, hanno mascherato i gravi errori commessi dal resto della squadra. Inevitabili le domande sulla sua fama di “para-rigori”, che gli ha permesso di neutralizzare, da quando è arrivato nel Bel Paese, 14 dei 37 panalty fischiatigli contro: Il rigore non è il metro per giudicare bravo o scarso un portiere. Se uno para tanti tiri dagli 11 metri, non è più meritevole di elogi di un altro che non li neutralizza. Sia chiaro, i numeri sono importanti, ma quello non è l’unico metro per giudicare un portiere, visto che in Italia si fischiano molti falli, forse troppi…”.

“Sandanovic”, come è stato ribattezzato da molti tifosi, dopo aver individuato la parata più difficile della stagione, (quella su Markovic “perché ci si lavora su casi così, non è stata casuale”) analizza anche una delle altre doti che lo contraddistinguono, ovvero il suo carattere “glaciale”: L’equilibrio è fondamentale, devi mettere da parte le 2-3 cazzate che ti possono capitare a stagione, devi mettere in conto che i gol si prendono e ripartire, e non abbatterti. E, soprattutto, non bisogna andare dietro a opinioni di chi il ruolo del portiere lo conosce poco. Io ascolto chi mi sa insegna, il resto non m’interessa”.

Poi arriva il momento di stilare la sua personale classfica dei migliori portieri al mondo: “Neuer, Buffon e Casillas. Io? Ho anche i miei difetti. Ma non ne parlo. E sul numero uno della Juventus e della Nazionale: “Si nasce con certe qualità, poi bisogna essere bravi a svilupparle e a maturare. Io lo vedevo e guardare lui è esempio di come si diventa grandi portieri, di come si curano certi particolari per essere e stare ai livelli più alti”.

La determinazione è la sua arma in più e soltanto così Handanovic è riuscito ad arrivare a certi livelli: “Se non lo pensi e non ci credi, beh, non ci arrivi. E poi devi fare esperienze, belle e brutte. E io le ho fatte, visto che ormai sono in Italia da 9 anni. Ma c’è soprattutto una cosa che mi fa veramente imbestialire, se in allenamento vedo qualcuno che non ci tiene a vincere.

Dalle domande personali (“Se non avessi giocato a calcio magari avrei giocato a basket, o forse a pallavolo. Oppure avrei aiutato mio padre, che vende macchine usate”) si passa a quelle riguardanti il futuro prossimo dell’Inter e gli obiettivi della società nerazzurra: Ci sono 3-4 squadre che lottano per il terzo posto e sinceramente credo che possa succedere di tutto. Chi fa sport come me e i miei compagni il pessimismo non lo contempla. Si sa, l’Europa League ti toglie energie. All’inizio ti dà vantaggi perché ti prepari prima degli altri, ma alla lunga ti stanca giocare il giovedì, magari in posti lontanissimi. E allora? Penso una cosa, o si arriva terzi o è meglio niente.

Sabato pomeriggio arriverà a San Siro la Juventus capolista, contro la quale all’andata arrivò la vittoria più significativa della stagione. Dopo un intero girone la rotta è cambiata drasticamente e i sogni scudetto hanno lasciato spazio alla cruda realtà: “Non succede nulla per caso, mai. Non è che dopo quel 3-1 a Torino ci credevamo superiori, ci è mancata la continuità oltre che tanti giocatori: dire che l’assenza di Milito è pesante è scontato, lo so, ma per l’uomo e il giocatore è così. Un’assenza determinante. Poi, ripeto: la continuità ad alti livelli è importantissima”.

Alla domanda sulla “maledetta” di Pirlo, Handanovic risponde così: “Giocatore intelligente, bravo non solo in quello ma anche nel far passare la palla sotto la barriera… Vediamo”. Il numero 1 della porta nerazzurra mostra un certo disappunto,invece, sulla scelta di giocare alle tre di pomeriggio: A me scoccia una cosa: che non si giochi di notte.

L’imminente derby d’Italia lascia posto, infine, al ricordo della partita vinta contro la Juventus, quando ancora aveva indosso la maglia bianconera dell’Udinese: “Del Piero prese due traverse, per l’Udinese segnò Di Natale, 0-1. Eravamo a Torino, stagione 2007, non lo dimenticherò mai”.

Come sempre, Samir Handanovic è pronto a parare l’impossibile (sperando che non ce ne sia bisogno): la Juventus è avvisata.

This post was last modified on 30 Marzo 2013 - 02:59

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redazione