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Ora come a inizio stagione, il punto debole dell’Inter resta il centrocampo

La prima parte di stagione aveva chiaramente messo in mostra le lacune del centrocampo dell’Inter: poche scelte a disposizione di Stramaccioni, scarsa qualità nella costruzione del gioco e, per forza di cose, ricorso immediato al mercato di gennaio.

La partita di ieri sera contro il Tottenham, però, insieme ad altre prove non proprio all’altezza, ha messo in (cattiva) luce un centrocampo con carenze ancora assai evidenti: Gargano, Kovacic e Cambiasso sono apparsi completamente in balìa degli avversari e incapaci di opporsi allo strapotere fisico degli Spurs, abili a dettare legge con Parker e Dembélé.

L’acquisto più oneroso del mercato di riparazione, Mateo Kovacic, sta attraversando una naturale e delicatissima fase di adattamento, in quanto si è ritrovato catapultato in un contesto che difficilmente potrà permettergli di crescere senza pagare la pressione, considerando soprattutto che si tratta di un giovane classe 1994. Il croato è stato impiegato con il contagocce in questo suo primo periodo a Milano e, per sua sfortuna, si è ritrovato in campo quasi sempre in partite non facilissime come nel 3-1 di Siena, nella disfatta di Firenze (4-1) e nella bolgia di White Hart Lane.

La gara contro gli uomini di Villas-Boas ha mostrato anche i limiti di Esteban Cambiasso, decisivo quando è entrato nel secondo tempo a Catania con l’assist per il definitivo 3-2, ma in enorme affanno contro squadre che alzano notevolmente il ritmo e aggrediscono ogni pallone.

L’unico che, per corsa e fiato, è riuscito a stare almeno dietro agli avversari è stato Walter Gargano, perfetto quando c’è da svolgere il ruolo da gregario, ma in difficoltà nel momento in cui c’è da costruire il gioco. L’uruguaiano, infatti, riesce a dare il meglio di sé quando è affiancato da giocatori di qualità che si occupano di far ripartire l’azione, lasciandogli il compito di recupera palloni.

L’ago della bilancia dei nerazzurri, dunque, così come nella prima parte di campionato, è sempre Fredy Guarìn, l’unico in grado, con la sua potenza fisica, di ribaltare l’azione e creare pericoli per gli avversari. Il centrocampo dell’Inter si sta dimostrando fragile sia quando c’è da “serrare le fila” e coprire la difesa, sia quando bisogna supportare l’azione offensiva con inserimenti senza palla.

Quest’ultimo aspetto risulta ancora più determinante in un momento in cui, per l’assenza di un vero centravanti e con il passaggio al modulo con una punta, gli inserimenti dei centrocampisti si rivelano fondamentali per rendere più imprevedibile la manovra d’attacco.

E’ evidente che la mediana nerazzurra non è riuscita a fare il grande salto di qualità rispetto a inizio stagione, ma, con la possibilità di inserire in campionato due uomini di ordine come il neoacquisto Zdravko Kuzmanovic e il rientrante Dejan Stankovic (entrambi fuori dalla lista Uefa), Stramaccioni potrebbe ritrovare il giusto equilibrio e permettere anche ai tre mediani, che tanto hanno sofferto ieri sera, di esprimersi al massimo delle loro possibilità.

This post was last modified on 9 Marzo 2013 - 12:40

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redazione